A Cannes, al Centre d’Art La Malmaison (47 La Croisette), è in corso l’esposizione "Marc Chagall-I colori della vita". In mostra oltre 200 incisioni che arrivano dalla collezione di Castor Seibel. Esse permettono di scoprire l’universo pittorico di Chagall, in cui la padronanza del colore combinata con i temi poetici del suo lavoro sono una parte essenziale della storia dell’incisione del XX secolo. Presenti tutti i temi cari a Chagall: la mitologia intorno alla Bibbia, il suo amore condiviso per la sua prima donna Bella o paesaggi russi del suo villaggio natale. 
Morto a Saint Paul nel 1985, Chagall nei suoi lavori si ispirava alla vita popolare della Russia europea e ritrasse numerosi episodi biblici che rispecchiano la sua cultura ebraica. Negli anni Sessanta e Settanta, si occupò di progetti su larga scala che coinvolgevano aree pubbliche e importanti edifici religiosi e civili. Le opere di Chagall si inseriscono in diverse categorie dell’arte contemporanea: prese parte ai movimenti parigini che precedettero la Prima Guerra Mondiale e venne coinvolto nelle avanguardie.

Tuttavia, rimase sempre ai margini di questi movimenti, compresi il Cubismo e il Fauvismo. Fu molto vicino alla Scuola di Parigi e ai suoi esponenti, come Amedeo Modigliani. I suoi dipinti sono ricchi di riferimenti alla sua infanzia, anche se spesso preferì tralasciare i periodi più difficili. Riuscì a comunicare felicità e ottimismo tramite la scelta di colori vivaci e brillanti. Il mondo di Chagall era colorato, come se fosse visto attraverso la vetrata di una chiesa. Si è occupato anche di Mail Art. Durante il suo primo soggiorno a Parigi rimane colpito dalle ricerche sul colore dei fauves e da quelle di Robert Delaunay (definito il meno cubista dei cubisti). Il suo mondo poetico si nutre di una fantasia che richiama all’ingenuità infantile e alla fiaba, sempre profondamente radicata nella tradizione russa.

La semplicità delle forme lo collega al Primitivismo della pittura russa del primo Novecento e lo affianca alle esperienze di Natalja Sergeevna Goncarova e di Michail Fedorovic Larionov. Con il tempo il colore di Chagall supera i contorni dei corpi espandendosi sulla tela. In tal modo i dipinti si compongono di macchie o fasce di colore, sul genere di altri artisti degli anni Cinquanta appartenenti alla corrente del Tachisme (da tache, macchia). Il colore diventa così elemento libero ed indipendente dalla forma. Chagall fu affascinato sin dagli anni giovanili dalla Bibbia, da lui considerata come la più importante fonte di poesia e di arte, ma è solo a partire dagli anni ’30 che se ne interessò profondamente ed iniziò a studiarla con dedizione. 

Biglietti d’ingresso: 6 e 3 euro. Orari: dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, chiuso il lunedì e i giorni festivi. Fino al 24 aprile.