Nata ad Albenga, nella precisa metà del secolo scorso, Renza Sciutto da anni vive e lavora ad Alassio, ma da sempre si può considerare ‘cittadina del mondo’. Pittrice e scultrice espone in Italia e all’estero in prestigiose sedi pubbliche e private, giungendo nel 2002 persino nella lontana Cina, dove tuttora è accolta sempre con grande calore e interesse artistico e personale.

Vissuta nell’albergo gestito dai genitori ricorda affascinata gli ospiti che ‘venivano da lontano’, che già allora le fecero emergere il desiderio di un ‘altrove’ che continuò poi a cercare nel disegno, nella pittura e nella materia. La sua passione nacque nel periodo tra l’infanzia e l’adolescenza quando, a causa di un problema articolare, fu costretta immobile in poltrona per due anni che trascorse a giocare col pongo costruendo paesaggi fantastici con lo sguardo rivolto agli orizzonti più intimi dell’immaginario. In età più matura, dopo aver frequentato l’Accademia Linguistica di Belle Arti di Genova e i maestri ceramisti di Faenza, cominciò a dedicarsi definitivamente all’arte che considera la ‘sua vita’, nel senso più esteso del termine.

Nel 1988 fonda il Centro Culturale Paraxo e dal 2000 al 2002 è stata coordinatrice dell’importante Museo della Ceramica “Manlio Trucco” di Albisola Superiore. Il suo percorso artistico e umano l’ha portata a lavorare anche a New York, dove la quadrettatura delle luci dei grattacieli le ha ispirato affascinanti e raffinate griglie materiche di cera, nei toni del grigio e del giallo ocra sporcato dai fumi. Nelle sue singolari opere si ritrova la dolcezza e la morbidezza del suo amabile carattere; predilige i materiali naturali come cera, resina, ferro, ossidi… e ama contrapporre le duplicità che contraddistinguono la vita dell’essere umano e dell’intero universo.

Renza ci accoglie nella sua bella e grande casa che domina il golfo di Alassio all’indomani del matrimonio della figlia e, stanca ma felice, generosamente non si nega nel descriverci le sue molteplici attività. Ci accompagna nell’esplorazione del meraviglioso spazio che da alcuni anni sta allestendo a beneficio dei molti colleghi artisti, ma non solo, che ‘orbitano’ attorno a lei e al suo lavoro e di questo ormai quasi concluso progetto: l’ARA Village. Così chiarisce: ‘Il mio desiderio è che sia un villaggio nel quale accogliere ogni ospite, artista o no, facendolo sentire a casa propria, in un’atmosfera in cui ciascuno possa ritrovare il ritmo del reale benessere, soprattutto interiore. Vogliamo promuovere un turismo diverso e sostenibile per valorizzare la bellezza del nostro territorio e dare nuova vita alle nostre tradizioni e alla nostra storia con particolare riguardo alla natura e alle arti. E’ importante poter vivere l’atmosfera suggestiva e coinvolgente al riparo dei rumori della città, immersi nei colori delle stagioni e delle differenti discipline artistiche, con la possibilità di confrontarsi anche con gli altri’.

In base a questa filosofia di ospitalità e d’intrattenimento, dunque, in questo luogo magico si programmano vari eventi culturali nell’intento di creare momenti d’incontro tra un numero ristretto di persone e alle quali dedicare maggiore cura, attenzione e un approfondimento degli argomenti di volta in volta proposti.

ARA Village è anche una collezione di sculture d’arte contemporanea‘en plein air’ create sul posto non solo dalla poliedricità di Renza, ma anche da artisti provenienti da ogni parte del mondo. E’ uno studio aperto attrezzato, è una sala multifunzionale, il tutto ambientato in un giardino di colori e sapori mediterranei: un vecchio oliveto andato distrutto in un incendio, la cui rinascita è un esempio di macchia mediterranea, dove è possibile osservare e riconoscere le tipicità del territorio come le spontanee carrubo, roverella, corbezzolo, sorbo…; le coltivate nella produzione locale, piante aromatiche come lavanda, rosmarino, timo, salvia e da frutto come olivo, arancio pernambuco, chinotto.

Oltre alla bellezza delle sue opere, Renza Sciutto trasmette la sua profonda umanità e generosità d’animo offrendo la sua esperienza e la sua disponibilità a chiunque abbia voglia di esprimere la propria arte nel suo personale paradiso alassino; una donna e un’artista d’altri tempi che, dotata del grande dono dell’arte ne diviene custode ma non ne è gelosa, facendone partecipe l’intera umanità.

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