Taggia protagonista delle giornate FAI di primavera


Sabato 25 e domenica 26 marzo tornano per il 2017 le Giorrnate FAI di primavera, ghiotta occasione per unire le prime belle giornate della stagione alla scoperta di luoghi e monumenti che raccontano la storia di tanti luoghi della Liguria. Per la provincia di Imperia quest’anno Taggia sarà la vera protagonista, in programma per “Tra monaci e signori, contadini e mercanti, storia di una città gioiello” tante visite, tutte previste per domenica 26 marzo dalle 10 alle 18, di altrettanti luoghi simbolici dell’antico borgo, tra storia, arte e tracce di un passato medievale visibile ancora oggi tra chiese, conventi e architetture.

Noto ai più il complesso di San Domenico, il più grande museo d’arte e di pittura della Liguria di Ponente. Realizzato tra il 1460 e il 1490 sotto l’influsso del Domenicano Beato Cristoforo Predicatore a Taggia, la chiesa e il convento rappresentano un cenacolo di arte e di cultura nonché una rilevante testimonianza  del passaggio dal medioevo al Rinascimento. La chiesa, con i suoi dodici altari, conserva pregiate opere pittoriche di diversi artisti tra cui tele di L Brea, il Polittico di G Canavesio, la celebre Adorazione dei Magi del Parmigianino rubata nel 1994 e recuperata nel 2003. La biblioteca è ricca di codici miniati, incunaboli, affreschi e numerose edizioni di pregio (la sua visita, domenica, è riservata ai soci FAI). 

Ci sarà poi il Castello di Taggia, posto in alto sull’abitato, che offre una splendida e ampia vista panoramica. Si tratta di una fortificazione medievale con mura in pietra, per secoli rifugio per gli abitanti durante gli assalti barbareschi nonché deposito delle ricchezze della città. Divenne col tempo  luogo di concentrazioni di truppe di diversi eserciti per poi subire un lento degrado e ospitare dagli anni ‘60 del secolo scorso la vasca dell'acquedotto comunale. Frutto di un recente e importante intervento di restauro è ora utilizzato come spazio pubblico per intrattenimento e spettacolo.

Anche il convento fa parte dei luoghi scelti dal FAI per le Giornate di Primavera. È un complesso costituito da più corpi di fabbrica frutto di ampliamenti e rimaneggiamenti avvenuti a partire dalla fine del 1500. Dopo il trasferimento delle monache carmelitane ebbe varie destinazioni d'uso per cadere poi in condizioni di grave abbandono e degrado fino al 2011, quando l'amministrazione comunale avviò il restauro e la valorizzazione della parte del vecchio fabbricato di Barbarasa per destinarlo a centro di documentazione e informazione sulla produzione dell'oliva taggiasca.

Non mancheranno le chiese come, per esempio, l’ex chiesa di Santa Teresa dalla storia travagliata, che fu edificata all’inizio del Settecento e annessa, grazie a passaggi pensili, all'omonimo convento delle carmelitane. Dopo l’ottobre del 1798 il convento fu soppresso e il Comune prese possesso della ex chiesa, officiata ma protagonista nel dopoguerra di abbandono e degrado, causa della perdita di molti apparati decorativi e del pavimento. Il Comune di Taggia, nel 2006, ha deciso di porre fine allo stato avanzato di degrado che l’ha ridotta quasi allo stato di rudere e ne ha avviato i lavori di recupero per destinarla a spazio per manifestazioni culturali e musicali che sfruttano l’ottima acustica dell’edificio.

Altro esempio di architettura religiosa medievale è San Martino, monumento poco noto al grande pubblico. Fu probabilmente innalzato fra XI e XII secolo lungo l’antica strada romana che fino al crepuscolo del Settecento collegava Taggia alla costa seguendo la sponda sinistra dell'Argentina. Si trattava forse di un monastero, con facciata e portale ben conservati, ma fu poi rimaneggiata nel Seicento e infine restaurata nel 1940-41. Episodio significativo dell'architettura romanica del Ponente, la cappella fu ritenuta possesso benedettino, ma senza alcun riscontro documentario. All'interno si trovano raffigurati il Cristo in mandorla con i simboli degli Evangelisti e un Giudizio Universale, oggi frammentario, opera, verso la fine del XV secolo, di un anonimo ligure-piemontese

Due tra le visite guidate della giornata saranno a cura dei ragazzi dell’Istituto Superiore Colombo di Sanremo e Taggia, che diventeranno ciceroni d’eccezione. Gli edifici saranno Santa Maria del Canneto e Villa Curlo al ponte, edificio di epoca romanica (probabilmente X secolo), fuori dalle mura, a nord del borgo. Recentemente consolidato, conserva oggi un campanile romanico cuspidato, mentre l’interno ha ospitato diversi scavi che hanno portato alla luce i resti della cripta del XII secolo e delle murature di un tempio più antico. Sempre all’interno, vi si trova un ciclo di affreschi di Giovanni e di Luca Cambiaso, datato al 1547.

 

Tutte le informazioni sulle Giornate FAI di primavera sono al sito www.giornatefai.it

Autore: Alessandra Chiappori