Cervo, Città che legge

Il prestigioso titolo conferito dal Centro per il Libro e la Lettura all'unica città per la provincia di Imperia


Cervo è una Città che legge. No, non si tratta di un semplice modo di dire, ma del riconoscimento ufficiale che, insieme ad altri 391 comuni di tutta Italia, il borgo ha ottenuto partecipando a un bando del Centro per il Libro e la Lettura. Un riconoscimento speciale, che in Liguria vede coinvolte pochissime realtà - oltre a Cervo solo Loano e Genova – e che arriva dall’ente costola del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali come qualifica che premia il lavoro svolto finora e incentiva un nuovo attivo sviluppo delle attività legate alla promozione del libro e della lettura tra la comunità.

Al Salone del Libro di Torino che si chiude oggi, sono state ufficialmente “nominate” le Città che leggono, alla presenza di tanti amministratori e rappresentanti dei comuni coinvolti, nonché del presidente del Centro per il libro e la lettura Romano Montroni, della sua direttrice Flavia Cristiano, e del direttore del Salone Nicola Lagioia. Insieme al Centro per il libro e la lettura anche ANCI, con l’obiettivo comune di valorizzare il lavoro che molte amministrazioni comunali portano avanti, spesso faticosamente, legando alla promozione della lettura la crescita socio-culturale del proprio territorio.  

"Vogliamo essere partner dei comuni un una politica di promozione della lettura – ha spiegato la Cristiano – Il Salone di Torino è l’esempio di una città che legge, una città che ha investito sulla lettura e sulla cultura da trent’anni, e che con una scommessa difficile è diventata una comunità che si muove intorno al concetto di lettura, che si riconosce in questa identità. Non vogliamo adattare questo modello a tutta Italia, ogni comune deve creare la propria formula. Vogliamo però chiamare a raccolta tutti i comuni che credono nella lettura: la Città che legge è una città che riconosce alla lettura il ruolo fondamentale di struttura portante della comunità, perché la lettura è un bene, un elemento di benessere e crescita non solo personale e individuale, ma sociale”.

Una filosofia posta a monte di tutto il grande progetto delle Città che leggono, che punta ora a costruire una rete fatta dei comuni che possiedono le infrastrutture determinanti: biblioteche, librerie, scuole, ma anche festival, intesi come momenti di aggregazione sociale intorno alla lettura. Ognuna di queste realtà potrà diventare un punto di riferimento per un intero ecosistema che il Centro per la lettura cercherà di supportare con fondi in arrivo. Alla base dei futuri interventi, un contratto simbolico, il Patto per la lettura, il documento che unirà tutti i soggetti interessati a promuovere la lettura che ruotano intorno al comune. L’amministrazione si farà dunque motore e centro di una progettualità ampia e dinamica, in grado di coinvolgere e coordinare il lavoro di biblioteche, scuole, ma anche di associazioni e privati, uniti dal desiderio di promuovere la lettura.

“Prima il nome di Cervo era legato al Festival di Musica da Camera – ha commentato l’assessore alla cultura Annina Elena – quattro anni fa Francesca Rotta Gentile ha deciso di iniziare a parlare di letteratura, e abbiamo accettato di far parte di questa avventura: ora il nome di Cervo è legato anche ai libri con Cervo ti Strega”. Il Comune di Cervo ha aderito al bando del Centro per il libro e la lettura proponendo il ventaglio di attività in moto in paese, incluse quelle scolastiche: “certo – prosegue l’assessore – le difficoltà sono tante, per esempio quelle legate alla biblioteca che stiamo cercando di creare e che vorremmo sorgesse nell’ex stazione ferroviaria. C’è già del resto una biblioteca storica molto interessante a Palazzo Viale. Abbiamo tante cose e bisogna lavorare: il libro ormai è diventato un punto centrale per Cervo”.

E se al momento la provincia di Imperia vede solo un borgo candidato all’importante compito di far germogliare cultura e bellezza, le speranze sono quelle di essere presti affiancati: “siamo onorati di essere l’unico comune di Imperia a poter vantare il titolo di Città che legge – ha detto la Elena, presente al Salone de libro di Torino – è molto bello essere anche in questo spazio, che è di Nicola Lagioia, un ospite di Cervo ti Strega e una persona molto competente e professionale. Questo riconoscimento ci fa onore, siamo i primi della provincia, speriamo che la rete si allarghi”.

“Torino ha costruito se stessa sulla cultura e sul senso di comunità, è la nostra forza e può essere la vostra – è stato l’invito e l’augurio di Lagioia alle Città che leggono – nessun modello è replicabile e ogni città ha la sua specificità, ma tutte sono accomunate dalla parola chiave: comunità. Creare una comunità intorno a un libro significa anche dare garanzie in più alla democrazia”. E quale chiusura migliore anche per Cervo, se non Italo Calvino con il noto finale di “Le città invisibili”? “L’inferno dei viventi è qualcosa che è adesso – ha citato dal testo Lagioia – nell’inferno riconoscere significa creare ciò che inferno non è, e proteggerlo, e difenderlo, e dargli spazio: credo sia un nostro dovere di cittadini, è ciò che ci serve. Una speranza ce la dobbiamo avere, e passa non soltanto da queste iniziative, ma anche. Finito un progetto come questo Salone ci si rimbocca le maniche e se ne fa un altro”.

 

Autore: Alessandra Chiappori