Tutto viene concepito e recepito, attraverso un’espressione coreografica, in maniera fisica e spiegato, non con un racconto bensì con i sentimenti che i differenti quadri ed argomenti fanno scaturire nell’animo umano trasformati e presentati come un susseguirsi di sensazioni.

Il pubblico deve lasciarsi trasportare da questo sentire e deve lasciarsi andare al movimento a alla musica, da cui verrà investito, per arrivare alla luce con una sensazione di conquista,  passata attraverso una lotta ed un cambiamento, realmente percepiti dai sensi.

La danza si appoggia a questa simbologia e prova a renderla reale attraverso la complessità contemporanea, la velocità, la lentezza, la semplicità e tutte le altre forme di “interferenza” che permettono all’osservatore di riconoscere fisicamente questo cammino verso la luce, piuttosto che pensarlo ed immaginarlo come un concetto.

L’instabilità che viene creata dal movimento e dalla musica libera una moltitudine di dettagli  che trasformano le percezioni in entità fisiche piuttosto che simboliche. Tutto ciò per ricreare la coscienza di un mondo che non riconosciamo più, per renderlo delineato e per poter aver la capacità di ricostruirlo.

 All’interno dell’opera si animano tre Quadri del maestro Caravaggio e mostrano il cammino dal deserto al giardino.  I dipinti scelti sono: per il Buio MEDUSA, per il Passaggio LA CONVERSIONE DI SAN PAOLO e per la Luce LA CENA DI EMMAUS.  La coreografia accompagna artisti e pubblico in un cammino verso la luce, dal buio e dal deserto della violenza, della mafia, della guerra nasce la forza per intraprendere un vero cambiamento  per arrivare alla luce che è rappresentata dal giardino della pace e della speranza. Il movimento e la musica, creano un piacere e un disagio, tra luci , ombre, impressioni forti e cadute rovinose…e donano la giusta atmosfera dove ognuno può ritrovare  i canoni per riscoprire se stesso ….La sensazione finale, del danzatore e dello spettatore, è quella di accettazione dell’imperfezione e dei difetti, di materializzazione degli stessi per, dopo averli messi in luce, farli sparire come in un pensiero.  La musica prenderà vita grazie all’opera e alla sensibilità di due DJ (Luca Joker e Simoj) che dal vivo su scena, “mixeranno”  tutti i brani trasmettendo la loro energia vitale alla colonna sonora.

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