Torna giovedì sera, con inizio alle ventuno e quindici, uno dei balletti più amati nella storia di questa suggestiva espressione artistica, “ Il Lago dei Cigni” di Piotr Ilic Cajkovski composto nella seconda metà dell’ottocento, nel biennio 1875- 1876 per la precisione, ed andato in scena per la prima volta nel 1877 a Mosca presso il celebre teatro Bolshoi.

Il grande balletto romantico verrà allestito a cura del Russian Classical Ballet, che produce pure i costumi di scena e le scenografie, nella sua versione definitiva, quella datale dai grandi coreografi della Russia zarista Marius Petipa e Lev Ivanovic Ivanov nel 1895 a San Pietroburgo presso il grande Teatro Marjinski.. Fu proprio grazie alla nuova scenografia conferita al balletto dai due che “ Il Lago dei Cigni” si trasformò, ai tempi, da un’opera sino ad allora accolta tiepidamente dal pubblico in un grandissimo successo universale.

Direttrice del balletto di giovedì sera sarà Evgeniya Bespalova. Il Russian Classical Ballet è una delle più prestigiose compagnie che si dedicano a questa particolare arte oggi presenti in tutte le Nazioni in cui si è frantumato lo spazio ex sovietico. Ha sede a Mosca. E’ stata fondata alla fine del 1990 quando ancora era in vita l’Unione sovietica ma già, grazie alle aperture della Glasnost di Gorbaciov, gli artisti russi iniziavano ad avere contatti permanenti con i loro colleghi di tutto il mondo. Nella sua ormai più che ventennale vita la compagnia ha registrato grandi successi in Gran Bretagna, Australia, Cina e Nuova Zelanda.

Si esibisce sia con musica suonata dal vivo da un Orchestra classica sia con base musicale pre- registrata. Come noto la storia narrata nel “ Lago dei Cigni” vede come protagonista il principe Siegfied, il libretto dell’opera musicata da Cajkovski raccoglie un’antica novella tedesca, “ Il Velo Strappato” di Karl August Musaus, che il giorno della festa per il suo compleanno si innamora di una bellissima fanciulla, Odette, tramutata in un cigno bianco a causa dell’incantesimo fattole dal mago malvagio Rothbart che desidera che sia la propria figlia, Odile, ad impalmare il bel principe.

Odile, cioè il “ cigno nero” in contrapposizione ad Odette, riesce, grazie ad un sortilegio paterno, a trarre in inganno Siegfried ed a ballare con lui al castello. Resosi conto però dell’inganno Siegried fugge dalle grinfie di Odile per riunirsi alla desiderata Odette che muore tra le braccia dell’amato che tenta di salvarla durante una terribile tempesta che si scatena sul lago. Placatasi la bufera Siegfried ed Odette scomparsi, o meglio trasformatisi in favolosi cigni reali spiccano insieme il volo verso la libertà eterna.

Altri, nel corso degli anni, sono stati i finali scritti per questo balletto rimasto in parte incompiuto e rimaneggiato soprattutto dal figlio del compositore e cioè da Modest Ilic Cajkovski. Il più celebre di essi, composto da Vladimir Bourmeister quando su “ tutte le Russie” governava  il dittatore comunista Stalin, prevede nel finale, invece, un feroce combattimento tra il principe Siegfried ed il malvagio Rothbart che alla fine soccombe e permette al primo di liberare, dalle scomode vesti del cigno, Odette ed impalmarla per tutta la vita.

I sanremesi con i capelli incanutiti ricorderanno in città un’altra indimenticabile rappresentazione del “ Lago dei Cigni”: correvano gli anni settanta quando la grande ballerina italiana Liliana Cosi, nei panni di Odette, ed il romeno Marinel Stefanescu, Siegfied, diedero vita ad uno spettacolo indimenticabile nell’allora fantastica cornice dell’Auditorium Marsaglia. Da Mercoledì sino a Giovedì, ai botteghini dei Teatri Ariston e Centrale, la vendita dei biglietti.

SERGIO BAGNOLI