Per chi ama l’atletica, la corsa, il brivido, correre all’interno del Meeting Internazionale Herculis di Monaco è un’emozione unica.

Calpestare la terra rossa, la stessa che dopo qualche ora viene solcata dagli dei dello sport,  è una sensazione indescrivibile. Due giri e mezzo della pista dello stadio Louis II, per una gara “sparata” al massimo che vede gli atleti delle principali società sportive italiane sfidarsi in un chilometro gomito a gomito, suddivisi nelle varie categorie. Anche quest’anno era presente l’Atletica 92 – Ventimiglia Marathon, che ha schierato i ragazzi del suo presidente Marco Muratore, ottenendo ottimi risultati. E c’erano anche le news entry: Donatella Lauria, che con il tempo di 3 e 34 ha tagliato il traguardo settima della propria categoria e Patrizia Negri che ha chiuso in 4 e 11 piazzandosi ottava.

In quel momento ci si sente piccole “stelle” atterrate in uno stadio che pare accolga solo l’enfasi della propria gara. L’attesa di mettere i piedi in pista è recintata prima del via nei corridoi della struttura, dietro ad un cancello che non appena aperto lascia il posto alla grande emozione di entrare nella suggestiva “arena”. Qualche minuto di riscaldamento in attesa che finisca la gara precedente. Quindi ai posti di partenza, in fila, scortate da un “omino” bianco che con severità controlla la regolarità dei posizionamenti. E poi lo sparo. Quello sparo che accende i motori, i cronometri e fa salire il cuore fino a portarlo al massimo del suo sforzo. Tre minuti e mezzo di gara in cui si pensa solo a dare il massimo. Il tempo conta poco. Interessa solo la gioia di avere infilato le scarpette chiodate per un evento importante, per  festeggiare uno sport magico, affascinante, elegante che è anche tuo: quello sport che  ogni atleta “normale” pratica con la passione delicata di un amatore.