Fiori non solo per decorare le nostre tavole, ma anche per arricchire i nostri piatti. Il loro uso in cucina risale a migliaia di anni fa, in quelle civiltà che già avevano capito che utilizzare quanto più possibile gli elementi della natura nella dieta fosse un’abitudine sana per il nostro organismo. I fiori eduli non solo aggiungono colore alle nostre ricette, ma anche un pizzico di sapore in più alle nostre preparazioni. Se può sembrare strano, basti pensare che alcuni fiori vengono già normalmente consumati a tavola senza destare alcun sospetto: quelli della zucca, per esempio, oppure il carciofo, eccellenza locale simbolo del ponente ligure. Sono oltre settanta le specie commestibili, dal garofano alla viola; il trucco è saperle riconoscere e abbinare correttamente per trovare il gusto ricercato: speziato, dolce, acido o salato.

A Sanremo, grazie al Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria, è stato avviato un progetto speciale per promuovere la loro coltivazione. Sotto la guida della direttrice Barbara Ruffoni, ha preso così piede il programma Antea che vede la valorizzazione non solo decorativa dei fiori eduli, ma anche delle loro caratteristiche nutrizionali. Un approccio artigianale che si intreccia con l’applicazione dei metodi più innovativi di analisi, produzione e comunicazione in modo da garantire visibilità e fruibilità sul mercato. Lo studio, iniziato nel 2016, coinvolge numerosi istituti prestigiosi, tra cui l’Università degli Studi di Torino, di Genova oltre all’equipe di Astredhor Méditerranée Creat, centro di sperimentazione francese della Camera d’Agricoltura delle Alpi Marittime che lavora da oltre 10 anni allo studio e alla creazione di fiori eduli.

Nel frattempo, sempre più chef e ristoratori stuzzicano i palati dei propri ospiti con i sapori originali di gustose ricette fiorite.

[Giulia Dalla Verde]