L’8 giugno 1992 l’Onu, durante il vertice sull’ambiente di Rio De Janeiro, istituiva la Giornata Mondiale degli Oceani. Una ricorrenza che aveva lo scopo di sottolineare e ribadire l’importanza di un patrimonio inestimabile, una data che, anche nel 2017, torna a riaccendere i riflettori sulla centralità degli ambienti oceanici e marini in quanto ecosistemi ricchissimi di vita e risorse.

La Giornata Mondiale degli Oceani sarà ricordata anche in Liguria, con un’occasione di approfondimento su tematiche che, pur non affacciandosi la Liguria su un oceano, ma sul Mediterraneo, restano attuali per ogni ecosistema marino. L’associazione InforMare, da anni impegnata nella divulgazione e nella didattica orientata alla conoscenza e salvaguardia delle ricchezze della biodiversità marina in Riviera di Ponente, propone infatti “Il gioco di Linneo”, una passeggiata sulla spiaggia di Diano Marina, dalle 9.30 alle 12.00, con le classi quarte della scuola cittadina. È una lezione molto particolare, fuori dal consueto ambiente scolastico e dedicata alla biologia marina in compagnia di Susanna Manuele, vicepresidente di InforMare e di Monica Previati, biologa autrice del volume “Ponente nel blu”, che racconta i tesori dei fondali nel Sito di Importanza Comunitaria di Capo Berta.

Alla parte teorica, seguirà poi un monitoraggio attivo della spiaggia, per ricercare e riconoscere gli organismi marini presenti. E purtroppo non solo loro: il problema delle microplastiche diffuse in mare è infatti tra i temi caldi della Giornata Mondiale degli Oceani. Sono  8 milioni le tonnellate di rifiuti plastici che ogni anno finiscono in mare, come ha ricordato Erik Solheim, il capo dell’Unep, Programma Onu per l’ambiente. Rifiuti che con il tempo si frammentano e polverizzano, entrando di fatto nella catena trofica che coinvolge abitanti del mare ma anche volatili. Durante la conferenza delle Nazioni Unite a tema oceani, ora in corso a New York, il problema è stato sollevato ed è stata aperta una petizione, già firmata da più di un milione di persone, con la quale si chiede la messa al bando della plastica monouso entro i prossimi 5 anni. La petizione è a sostegno della campagna #CleanSeas contro i rifiuti in mare, che al momento coinvolge 20 paesi.

E in Liguria? L’ambiente marino costiero della regione ha una situazione varia, che lo vede coinvolto in un succedersi rapido di cambi di paesaggio ed è estremamente antropizzato, essendo la costa ligure interessata da traffici portuali, ma anche meta turistica ambita. È un ecosistema complesso, patrimonio di biodiversità incluso interamente all’intero dell’area del Santuario Pelagos, meta prediletta dai cetacei, che infatti popolano il mar Ligure così come la zona pelagica a poche miglia dal Ponente. Lo stato ecologico del mar Ligure, fa sapere Arpal nella sua Relazione sullo stato dell’ambiente marino e costiero datata 2016, è confortante, anche se con margini di miglioramento. “La presenza di fitoplancton nelle acque appare ovunque priva di eccessi e pertanto in buono stato – riporta il documento – segno che le condizioni trofiche (relative cioè alla presenza di sali nutritivi) non risultano alterate dagli scarichi urbani”. Salute buona anche per i macroinvertebrati, ovvero crostacei e piccoli animali dei sedimenti marini. Ma il vero habitat chiave dell’ecosistema marino ligure sono le praterie di Posidonia Oceanica (posidonieti e scogliere rientrano negli habitat tutelati dalla Regione anche come parte del patrimonio naturalistico), per le quali, avvisa Arpal, nonostante un generale stato di “buona salute”, la ricerca individua situazioni ambientali da migliorare.

Sull’importanza di ecosistemi come i posidonieti, e sulla straordinaria ricchezza che anche solo la battigia della spiaggia può offrire in termini di biodiversità, si concentra l’attività divulgativa di Informare, presente nelle scuole con molte attività educative, ma anche sulle spiagge con il biosnorkeling e nelle piazze, con conferenze, proiezioni e video che raccontano i fondali e gli ecosistemi del mare di Ponente. Tra le prime associazioni del territorio a individuare la centralità della conoscenza come chiave per la tutela del territorio marino, Informare promuove da anni la campagna “Operazione Secchiello Stop”, che punta a far scoprire ai più piccoli (ma non solo) gli enormi danni arrecati a piccoli animali marini una volta staccati dagli scogli o portati via dall’acqua per essere messi in secchielli dentro cui la temperatura eccessivamente alta li porta quasi sempre alla morte.

Alle porte dell’estate, la Giornata Mondiale degli Oceani sarà una nuova occasione per ribadire l’importanza e la ricchezza del nostro mare, anche e soprattutto durante la stagione estiva, in cui è più soggetto agli usi e agli abusi dell’uomo.