Per amare un luogo e progettarne il futuro, bisogna conoscere il suo passato. Ecco perché il Museo Civico di Sanremo vuole essere il racconto del territorio, un viaggio nel tempo dalla preistoria all’età contemporanea. Cultura a km 0: la nuova sede è situata all’interno del secentesco Palazzo Nota, proprio nel centro della Città dei Fiori. L’edificio, fresco di restauro, narra di quando la Riviera di Ponente era sotto il dominio genovese e vi risiedeva il governatore della Superba. In seguito la costruzione ospitò il Comune matuziano fino al secondo dopoguerra, come ricorda lo stemma di marmo sopra il portone con gli inconfondibili simboli della palma e del leone rampante.

Sigillo in bronzo Urbicia Vivas – Ufficio Museo Civico di Sanremo

Il percorso museale si sviluppa su tre piani: all’ingresso si incontrano il punto di accoglienza, il bookshop e lo spazio per le esposizioni temporanee. Al primo piano si trova la sezione archeologica con reperti provenienti dalla costa e dall’entroterra a partire dall’Uomo di Neanderthal: si tratta di resti animali, utensili in pietra e corredi funerari. Dell’epoca romana si mostra l’esistenza di un’urbe, la Villa Matuciana, presso l’odierna Concattedrale di San Siro e di una Gens Urbicia, il cui sigillo di bronzo con la scritta “Urbicia Vivas” è stato scoperto in zona Solaro. Senza dimenticare gli scavi della Foce, che hanno restituito un’estesa residenza con annessa struttura termale, e quelli della villa di Bussana.

All’ultimo piano è allestita la pinacoteca, preziosa e sapientemente valorizzata. Si inizia dall’arte religiosa e di paesaggio dei secoli XVII e XVIII e si continua con le figure risorgimentali di Giuseppe Garibaldi e di Giovanni Ruffini di Taggia, che fu un patriota e un letterato. L’Eroe dei due mondi ebbe la cittadinanza onoraria di Sanremo e un legame particolare con Capitan Pesante, che gli insegnò le regole e i trucchi della navigazione.

La Sala Garibaldi – Ufficio Museo Civico di Sanremo

Si passa, poi, alle firme italiane e internazionali di Balbo, Beltrame, Discovolo, Grosso, Lear, Raimondi e Stracciari. Questi pittori rappresentarono un periodo di splendore formato dalla Belle Époque e dai ruggenti anni ’30, quando Sanremo era meta privilegiata di soggiorno e di cura per il turismo del Nord Europa. Essi interpretarono con diverse sensibilità, stili e tecniche i colori intensi e la luminosità vivace del litorale e delle valli.

Le sale sono arricchite dai bronzi di Franco Bargiggia e da studi e modelli in gesso di Vincenzo Pasquali e del figlio Nello. Il Pasquali padre nel 1924-26 scolpì per il Comune la famosa Primavera, la statua liberty che è diventata emblema della passeggiata Imperatrice e dell’intera città.

La Sala Rubino – Ufficio Museo Civico di Sanremo

Il nuovo Museo, inoltre, contiene una collezione permanente del celebre disegnatore sanremese Antonio Rubino con la sua attività per l’infanzia sul Corriere dei Piccoli, due bozzetti per tessuti, dei cartelloni pubblicitari e due grandi dipinti a tempera: la Moda (Haute Couture) del 1947 per la Maison Daphné e la Faunetta del 1924 per lo stabilimento balneare Morgana.

Per gli appassionati d’arte contemporanea Palazzo Nota raccoglie opere di Amoretti, Biancheri, Fieschi, Fioretti, Karlo, Lentini, Maiolino e Siffredi. Dal sottolineare, infine, che il Museo Civico mette a disposizione dei visitatori sia italiani che stranieri dei tablet in tre lingue per un’immersione virtuale nella storia, nell’arte e nelle tradizioni della Città dei Fiori.

(Si ringrazia l’Ufficio Museo Civico di Sanremo per la gentile concessione delle foto)