Ha preso il via in queste ore lo scavo archeologico all’interno del teatro romano di Ventimiglia, che rientra nel progetto di restauro e rifunzionalizzazione di questo monumento antico, reso possibile grazie al  finanziamento complessivo di un milione e mezzo di euro, richiesto ed ottenuto dalla Provincia di Imperia ed erogato dalla società ARCUS spa (Società per lo sviluppo dell’arte, della cultura e dello spettacolo) sulla base di una convenzione sottoscritta l’anno scorso tra le parti.

Come è noto questo importante progetto di valorizzazione del più importante monumento antico della città romana di Albintimilium comporta l’impegno ed il coinvolgimento in stretta sinergia, oltre che della Provincia di Imperia, anche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC), nella progettazione e direzione lavori per mezzo di una équipe di archeologi ed architetti sia della Direzione Regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Liguria che della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria, la quale è anche consegnataria dell’area demaniale su cui si estende l’area archeologica che comprende il teatro.

Conclusa da tempo la fase di progettazione del restauro del monumento, si è iniziata la fase di acquisizione di nuovi dati utili ad una migliore comprensione della struttura, che ha comportato nello scorso mese di settembre la realizzazione di un nuovo e dettagliato rilievo di tutti i ruderi compresi nell’area del teatro romano, effettuato con le più moderne tecnologie, come l’impiego del laser scanner d un velivolo radiocomandato per l’acquisizione delle immagini, da parte della Fondazione Kessler di Trento da anni attiva a livello nazionale ed europeo nella ricerca anche nel campo del rilievo topografico.

L’intervento di scavo appena iniziato, il cui appalto è stato vinto dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri, con la direzione della Soprintendenza archeologica, interesserà una delle concamerazioni del teatro, sottostanti alla parte superiore non più conservata della gradinata al fine di meglio precisare la data di costruzione del teatro, oscillante tra il II ed il III secolo d.C. Lo scavo sarà integrato da una serie di analisi utili alla cronologia del monumento, oltre che da una dettagliata lettura  stratigrafica delle murature che lo compongono per ricostruire i vari momenti costruttivi, gli adattamenti, rifacimenti e restauri (anche moderni) che hanno scandito la bimillenaria vita di questo edificio.

Questi necessari interventi conoscitivi saranno a breve seguiti dal vero e proprio restauro dell’edificio, necessario per poter poi procedere alla rifunzionalizzazione del teatro, che potrà così tornare ad essere utilizzato per spettacoli culturali e diventare finalmente una importante attrattiva turistica su scala provinciale, prima tappa di un più vasto ed articolato progetto che aspira alla realizzazione di un vero e proprio parco archeologico "a rete" del Ponente ligure, esteso a comprendere non solo l’area archeologica di Nervia ma anche le vicine testimonianze archeologiche delle ville romane di Sanremo e della basilica paleocristiana di Riva Ligure.

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