Perché Sanremo è Pippo

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Storia, record e leggenda di Pippo Baudo a Sanremo Pippo Baudo è stato una delle figure centrali e riconoscibili della televisione italiana. Con la sua carriera ha attraversato e segnato…

Storia, record e leggenda di Pippo Baudo a Sanremo

Pippo Baudo è stato una delle figure centrali e riconoscibili della televisione italiana. Con la sua carriera ha attraversato e segnato profondamente la storia dello spettacolo nazionale, legando in modo indissolubile il proprio nome al Festival di Sanremo. È scomparso lo scorso 16 agosto, di sabato sera, quasi fosse ancora il padrone della prima serata, come lo è stato per gran parte della sua carriera. 

Con tredici edizioni condotte, Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo – al secolo Pippo Baudo –  ha messo a segno un record ancora imbattuto, attraversando quarant’anni di musica e spettacolo, di cultura e di cronaca italiana. Con quel perfetto mix di professionalità e umanità, la capacità innata di gestire il momento e di arrivare alla pancia del pubblico, Pippo Baudo lascia un segno indelebile e un’eredità difficile da raccogliere. 

Il debutto sul palco – allora era ancora quello del Salone delle Feste del Casinò – fu il 31 gennaio 1968: rischiava di essere un’edizione difficile, la prima dopo quella segnata dalla morte di Tenco, eppure Baudo riuscì a trasformarla in un successo clamoroso, dall’esordio con un semplice “Buonasera”, al mitico siparietto con Louis Armstrong che, lanciato in un concerto improvvisato, costrinse il presentatore a interromperlo garbatamente per rispettare i tempi televisivi.

1984. Nuova edizione per Baudo e nuova crisi all’orizzonte, con una delegazione di operai dell’Italsider venuti a manifestare davanti all’Ariston contro la possibile chiusura. Fu allora che Pippo fece l’inimmaginabile: accogliere al Festival sei operai che spiegarono agli italiani cosa stava accadendo. “Il palco non solo vi è stato concesso, ma vi si doveva dare“, fu la sua famosa battuta, con cui il sociale faceva ingresso nel tempio della canzone. 

Undici anni (e cinque conduzioni “baudiane”) dopo ed ecco, al Festival del 1995, un altro momento storico, con Super Pippo impegnato, proprio come un supereroe, nel rocambolesco salvataggio di un disoccupato che minacciava di buttarsi dalla balconata e che solo l’abbraccio del conduttore riuscì a calmare. 

Ma il Festival secondo Pippo Baudo è stato molto, molto di più. Sono stati tanti i talenti scoperti, da Eros Ramazzotti a Laura Pausini, da Andrea Bocelli a Giorgia. Li ha tutti “inventati“ lui. Sono state le tante splendide partner che l’hanno affiancato sul palco dell’Ariston, da Claudia Koll a Sabrina Ferilli, da Valeria Mazza a Lorella Cuccarini – anche lei una “sua” creatura. 

È stata quella sigla, “Perché Sanremo è Sanremo”, diventata ormai linguaggio comune, a scandire per anni i Festival di Pippo Baudo. Non l’ha inventata lui, ma più di chiunque altro l’ha resa un rito collettivo. E in fondo, per generazioni di italiani, quella voce era il Festival.

Emanuela Dho

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