La domenica che precede quella di Pasqua le città di Bordighera e Sanremo sono protagoniste in Riviera della tradizione secolare dei Parmureli, palme intrecciate in forme artistiche e religiose. La produzione di queste opere inizia circa nove mesi prima della Domenica delle Palme. I “Parmurà” nel periodo precedente la luna di Santa Maria Maddalena (22 luglio) si arrampicano agilmente lungo i tronchi delle palme fino ad arrivare al ciuffo di foglie, a circa 20 metri d’altezza e, con precisi colpi d’accetta, incidono alcuni rami per poterli piegare verso l’alto e legarli fino a formare una punta per avvolgere il cuore della pianta. In prossimità della domenica delle palme i rami vengono slegati e si procede alla raccolta dei cosiddetti “semeli”, i giovani rami interni cresciuti al buio, al centro della punta legata alcuni mesi prima. I semeli vengono poi tagliati in pezzi, preservando la punta per il parmurelo più pregiato. L’arte dell’intreccio si tramanda di generazione in generazione e spesso le tecniche rimangono segrete. Le forme prese dalla chiara e sottile foglia, sono tra le più svariate: rose, pesci, colombe e croci, per citarne alcune. Come da tradizione i Parmureli vengono benedetti durante la messa della Domenica delle Palme e scambiati o donati fra i fedeli in segno di pace.

La storia dei Parmureli risale al 1586, in seguito all’episodio avvenuto durante l’erezione dell’obelisco egiziano, dedicato da Caligola ad Augusto e Tiberio nel 39 d.C., in piazza San Pietro in Vaticano nel quale il Papa aveva obbligato tutti al silenzio pena la morte. Le funi che sollevavano il pesante monumento rischiavano di spezzarsi per la tensione; fu allora che il Capitano marittimo Giovanni Bresca (di famiglia sanremese per molti ma di origini bordigotte per altri studiosi), nel religioso silenzio di Piazza San Pietro,  gridò la frase poi passata alla storia locale: “aiga ae corde” (letteralmente “acqua alle corde”)  un’operazione che – gonfiando le corde e rendendole più resistenti – ha fatto si che non si rompessero e permise l’installazione dell’obelisco. Papa Sisto V, riconoscendo l’utilità di quella indicazione, diede il privilegio a Bresca e alla sua progenie di fornire il Vaticano ogni anno con le palme necessarie per la domenica che precede la Pasqua, una tradizione che ancora oggi viene onorata da un membro della diocesi di Ventimiglia-Sanremo.