NIZZA – La città di Nizza rende omaggio ad uno dei suoi grandi artisti, Arman. E’ stata inaugurata la mostra "Hommage a Arman", che si svolge fino al 6 marzo 2016 al Mamac (Musée d’Art Moderne et d’Art Contemporaine, place Yves Klein) e all’Espace Donation Ferrero (place Pierre Gautier). L’evento rientra nelle commemorazioni per il decennale della morte di Arman. Armand Pierre Fernandez, noto come Arman (Nizza, 17 novembre 1928-New York, 22 ottobre 2005), è stato un pittore e scultore francese. Artista molto celebre e quotato, era solito inserire nelle sue tele strumenti musicali infranti. Molto importante il periodo delle accumulazioni che potevano essere accumulazioni di scarpe, monete, orologi, pennelli, tubetti di colore. Da ricordare anche le sue opere scultoree, in genere bronzee, che rappresentavano gli stessi soggetti delle tele. Studiò all’Ecole des Arts Decoratifs a Nizza, dove incontrò Yves Klein, e poi all’Ecole du Louvre. Le prime tele di Arman furono realizzate fino ai primi anni ’50 come pittore tradizionale, il distacco vero e proprio dalla pittura tradizionale avvenne subito dopo questo periodo, infatti furono realizzate opere con "timbri" su carta, ovvero Cachets replicati quasi ossessivamente, passando in un secondo momento alle tracce e alle impronte, le Allures. Nei primi anni ’60 lo stile artistico di Arman subisce un nuovo cambiamento, è in questo periodo infatti che nelle sue opere il pittore francese inserisce oggetti distrutti. Tra i massimi esponenti del Nouveau Realisme, corrente artistica che racconta l’uomo attraverso oggetti di uso quotidiano: scarpe, orologi, monete: queste particolari realizzazioni valgono ad esprimere l’ingranaggio del consumismo. Per esprimere in maniera sempre più accentuata questo ingranaggio del consumismo, lo vediamo infatti realizzare opere sempre più mirate come gli accumuli di oggetti identici posti sulla tela in maniera geometrica, con ordine ed eleganza. Visto l’incrocio tra la tela e l’oggettistica, Arman è considerato uno scultore-pittore. Lui stesso si definirà perfettamente presentandosi come “un peintre qui fait de la sculpture”. È sepolto al cimitero del Pere Lachaise a Parigi. Sulla sua tomba fece scrivere la beffarda epigrafe "Enfin seul!" (finalmente solo).