Il M.A.CI. si prepara a una nuova stagione di mostre ed eventi temporanei.
Multidisciplinarietà, sperimentazione, contemporaneità, sincretismo
– le parole chiave vincenti della scorsa stagione espositiva, si rinnovano ora per il 2018.

L’obiettivo è infatti  quello di proseguire nell’identità caratterizzata e innovativa che lo spazio espositivo di Villa Faravelli è riuscito a conquistare in questo primo anno di attività sotto la nuova gestione di Cooperativa CMC: un traguardo raggiunto coinvolgendo personalità importanti dell’arte contemporanea, aprendo a nuovi linguaggi ed espressioni attualissime, rinnovando l’impegno a richiamare un pubblico vario e stratificato in un’esperienza multisensoriale e in una fruizione attiva e partecipata della realtà museale.

Il 2018 confermerà la vocazione del museo come luogo di incontro caratterizzato quindi da una serie di eventi ed iniziative collaterali, che coinvolgeranno il pubblico in un’esperienza di visita non solo visiva, ma anche e soprattutto di suoni e storie. Molte saranno le collaborazioni con partner esterni, nell’ottica di proporre una programmazione multidisciplinare e di qualità.

La nuova stagione si aprirà con una mostra che saprà essere contenitore per una serie di importanti appuntamenti, costruendo così una vera panoramica a 360° sulle più contemporanee declinazioni dell’arte – dalla musica al cinema, dalla fotografia al reading.

Da sabato 5 maggio a domenica 8 luglio 2018 spazio quindi a una mostra fotografica, una rassegna cinematografica e una video room, una masterclass e un concerto dell’icona del punk rock Glen Matlock – membro del nucleo originario dei Sex Pistols.

Tutto questo – e molto altro – è il progetto Post Punk Situation di John Tiberi, in collaborazione con il M.A.C.I. e con la curatela di Alessandro Romanini, sviluppato grazie all’idea di Alfonso Sista, responsabile per la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona e il patrocinio del Comune di Imperia.

Una rassegna che racconta il movimento e l’estetica Punk e percorre un viaggio alle radici delle istanze controculturali e delle ribellioni “artistiche” del XX° secolo. Ci sono dei momenti storici in cui avvengono delle rotture generazionali che tendono a fare tabula rasa con il passato, costruendo nuovi stili, comportamenti, ritmi e mode. Questo è quanto è accaduto in Inghilterra alla metà degli anni ’70 del secolo scorso con il fenomeno del Punk – una rivoluzione musicale, estetica e sociale. Non solo distruzione dell’ordine costituito ma anche comunicazione del disagio di una generazione emergente.

In questo e in numerose altre analogie, il Punk trova una comunanza alle origini con un altro importante movimento di avanguardia, che nasce proprio nel territorio ligure. È infatti a Cosio d’Arroscia – sulle Alpi Marittime liguri – che nel luglio del 1957, nella casa del giovane pittore locale Piero Simondo, si riunisce un eterogeneo gruppo di artisti e studiosi, che darà vita all’Internazionale Situazionista.

Tra questi, l’intellettuale francese Guy Debord – autore de La Società dello Spettacolo – gli artisti Asger Jorn e Pinot Galizio, la pittrice ed ereditiera americana ereditiera Pegeen Guggenheim (figlia di Peggy) e il suo compagno artista Ralph Rumney, accomunati dalla volontà di combattere l’alienazione della società dei consumi e valorizzare la fantasia e il gioco come filosofia di vita, all’insegna del motto “vivere senza tempo morto e godere senza ostacoli”.

Come sostiene John Tiberi “Il movimento situazionista ha saputo rielaborare le istanze rivoluzionarie delle avanguardie storiche creando una saldatura fra il movimento Dada, i movimenti studenteschi del 1968 e il Punk”. Gli fa eco il curatore Alessandro Romanini “La mostra e il progetto nel suo complesso dimostrano come il Situazionismo prima e il Punk dopo, attraverso il ’68, abbiano influenzato tutti gli ambiti della cultura post-moderna e di quella contemporanea, dalla musica alla moda, dal cinema alla pubblicità, dalla letteratura all’urbanistica”.

Le foto di John Tiberi allestite nelle sale del M.A.C.I., mostrano allora il fenomeno Punk  e i Sex Pistols in tutte le sfumature: dai movimentati concerti all’inizio della loro esperienza musicale, alle registrazioni in studio, dalle tournée (compresa la celeberrima serie di concerti in Scandinavia), ai viaggi – tra cui quello leggendario a Berlino dove fu composto il brano “Holydays in the Sun” (prodotto in studio dallo stesso Tiberi) – fino alla vita quotidiana della band lontana dai riflettori e la società del periodo.

Un consistente nucleo di documenti (fanzines, testi, libri…) e una sala video con inediti filmati dell’epoca, completano l’allestimento. Una storia fatta di immagini, video, installazioni e ricordi personali, che coinvolgerà un’audience nazionale ed internazionale curiosa ed appassionata, ma anche un pubblico locale di giovani che riscoprono il Punk e di meno giovani, che il Punk lo hanno vissuto come esperienza di vita e di ribellione giovanile.

John Tiberi sarà protagonista dell’inaugurazione di sabato 5 maggio, a partire dalle ore 18.00, che precederà una serie di importanti iniziative legate alla tematica del Punk, che coinvolgeranno la città di Imperia in due mesi di arte, cultura, musica e creatività.