Chi la conosce per gli studi di ebraistica -che insegna all’Università, tra l’altro- chi per le traduzioni dei grandi contemporanei come Oz, Grossman, Shalev, Kaniuk…, chi ancora come narratrice o come giornalista di La Stampa, Elena Loewenthal è una firma, una garanzia, una specie di genio rinascimentale, capace di applicarsi e riuscire in ogni arte, compresa quella di crescere tre figli o di cucinare divinamente.

Martedì a Imperia -libreria Ragazzi, via Vieusseux 14/1, ore 21- presenterà proprio un libro di cucina. Il mio piatto forte – La cucina ai tempi di Facebook (Einaudi, 174 pp, 12 euro) non è assolutamente una concessione ammiccante alle mode dei gastronomi improvvisati e dei social network, poiché Loewenthal non ammicca proprio a nessuno, come ogni vera donna di una volta -quelle solide, le sicurezze di cui dicevamo- ha una grandissima capacità di adattamento e, al contrario di tanti colleghi che usano il web come terra di saccheggio, è stata capace di entrare nel mondo dei nativi digitali e immedesimarsi: «Facebook non è un luogo serio e lo dico come un complimento, è un luogo di evasione,» spiega la scrittrice, che è entrata nel social network per tenere d’occhio la progenie, poi si è immedesimata il giusto. Abbastanza da liberare e rendere pubblica la passione per la cucina. Concepita come piace a tutti: con ammirazione per i veri grandi cuochi creativi e disprezzo per i millantatori sussiegosi e privi di sostanza; il piacere dei gusti forti, della tavola apparecchiata con i piatti di portata, delle dosi abbondanti. Tant’è che avvisa, nell’introduzione, che ogni ricetta per quattro persone è da intendersi per sei abbondanti!

Tradizione a tavola, contemporaneità in cucina: sì al microonde e al frullatore a immersione, per dire… infine tecnologia su carta con il libro. Impostato come un diario di Facebook -con dizionario sintetico incluso- a base di: a cosa stai pensando?(la ricetta); applicazioni (le dosi, grazie al cielo, non solo in grammi ma a pugni, tazze, fette); evento (la preparazione) e volte il commento, la condivisione, intervallati da chat di consigli ai figli, agli o dagli amici, discussioni accanite sui piatti.

Le ricette sono quasi tutte piemontesi, alcune ebraiche, altre esotiche, ma c’è anche un po’ di Liguria. E il libro non è soltanto divertente, lieve, provocatore di sorrisi o immedesimazione: funziona! La cucina di Loewenthal è realistica e realizzabile. Questa è la magia del genio rinascimentale: prova tutto e si mette in condizioni di saperlo fare.