«La montagna che unisce» è lo slogan del 150° anniversario della fondazione del Club Alpino Italiano. L’idea di fondare un club che riunisse gli alpinisti italiani era nata nella mente di Quintino Sella il 12 agosto 1863 in occasione dell’ascensione sul Monviso da parte sua e di altri alpinisti italiani.

La fondazione ufficiale si ebbe il 23 ottobre 1863 nel Castello del Valentino a Torino. Fra i fondatori appartenenti alla prima lista di adesione, oltre al Sella, vi furono circa altri duecento appassionati di montagna.  

Il Cai ebbe sede dapprima a Torino, in seguito furono aperte sedi in numerosissime città italiane.

La sezione di Ventimiglia, presieduta da Bruno Morabito, si occupa fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1933, di promozione dell’ambiente alpino e della montagna attraverso attività sportive e di tempo libero espressamente dedicate. L’associazione si avvale  della collaborazione di scuole qualificate a livello nazionale, con eccellenti istruttori, sia per l’alpinismo "roccia – ghiaccio", che per lo sci alpinismo e scuola giovanile. La sede, in via Roma 63 (centro studi), è aperta il martedi e il venerdi, a partire dalle ore 21.
Un ricco e articolato programma celebrerà l’importante ricorrenza a Ventimiglia.  Giovedi 10 gennaio, alle ore 10 verrà inaugurata una mostra fotografica antologica, che ripercorrerà tradizioni e cultura montanara.
In serata, con inizio alle ore 21, il Coro Polifonico Città di Ventimiglia si esibirà in un repertorio espressamente dedicato alla montagna, mentre proiezioni di filmati e diapositive faranno da corollario ad una conferenza sulla storia del CAI e sull’alpinismo.

Domenica 13 gennaio è prevista un’escursione in val Roja, in treno trekking e traversata, mentre domenica 20 gennaio la meta sarà il Grammondo, con partenza da Mortola Superiore (Ciotti) e spaghettata presso il rifugio Gambino in località Gerri.

Associarsi al Club Alpino Italiano è una scelta naturale di chi manifesta la passione per la montagna e condivide le finalità che ancora oggi, a distanza di 150 anni dalla sua nascita, guidano il CAI: la salvaguardia della montagna, la promozione tecnico-culturale delle discipline alpinistiche, sci-alpinistiche e speleologiche a prevenzione degli incidenti, la diffusione di tutte le pratiche che sappiano valorizzare il rapporto uomo-natura, la tutela della sicurezza dell’ambiente e di chi lo ha scelto per dare libera espressione alla propria personalità.