Sarà presentato sabato 22 settembre, in un appuntamento pomeridiano alle 16.30 presso la biblioteca civica di Imperia Leonardo Lagorio l’ultimo lavoro letterario di Claudio Badano “Un niente che pesa. Sull’ineludibile presenza di ciò che non c’è” (ETS Editore, 2012). L’evento è organizzato dall’Associazione culturale Michele De Tommaso e dalla Scuola di Alta Formazione dell’istituto italiano di studi filosofici nell’ambito del tema di riflessione “Realtà e finzione, la filosofia e le figure del non-essere”. La presentazione sarà curata da Carola Barbero, dell’Università di Torino

Claudio Badano è direttore scientifico della Scuola di Alta Formazione Michele De Tommaso dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e referente per le attività di tirocinio convenzionate con l’Università di Genova. I suoi lavori si occupano generalmente di filosofia teoretica contemporanea, in particolare del tema della modalità del possibile. Tra le sue recenti pubblicazioni, La possibilità e il senso. Un percorso intorno al tema del possibile nella "filosofia del pensiero": Meinong, Husserl, Wittgenstein (Armando, Roma 2008), L’apriori della storia e la possibilità. Il Novecento e la concezione modale della storia: Weber, Lukács, Hartmann, Bloch, Benjamin (Il Poligrafo, Padova 2009), Il possibile fra l’essere e il nulla. Il ritorno della questione ontologica fondamentale nella filosofia del Novecento (Unicopli, Milano 2009).

In “Un niente che pesa”, Claudio Badano prende in esame il limite di prospettiva che caratterizza il senso della “realtà”. Così il docente illustra la tematica affrontata nel suo più recente testo: “Al di là della "censura cosmica", ossia della frontiera che delimita l’"orizzonte degli eventi" dell’universo fisico, vi è un ambito dell’accadere destinato a rimanere invisibile l’indagine sulla struttura della materia ci ha peraltro reso consapevoli che la realtà fisica visibile è avvolta dalla dimensione ben più estesa dell’antimateria, pressoché totalmente sconosciuta. Anche all’interno del mondo in cui viviamo vi sono sfere non materialmente tangibili o non immediatamente visualizzabili. Oltre a sostanze ed eventi, oggetti materiali e sociali, l’ontologia conta nel proprio catalogo le cosiddette "entità non-esistenti", figure il cui paradossale statuto è all’origine di una antica ed animata discussione filosofica. Le passioni ci sono testimoni che l’immateriale – il cui essere è al modo del non-essere – suscita in noi innegabili effetti concreti. Intorno alle entità non-esistenti si aggroviglia un intreccio variegato di fili di ordine ontologico, psicologico, epistemologico: è su questa rotta che si mantiene la navigazione ondivaga compiuta in questo saggio”.