Dal 1907, la Milano-Sanremo, la cosiddetta “Classicissima di Primavera”, incanta milioni di appassionati di ciclismo e non solo. Il 18 marzo ai nastri di partenza a ridosso del maestoso Castello Sforzesco di Milano ci saranno 25 squadre con professionisti di tutte le nazionalità pronti ad affrontare i 298 km che si snodano dal capoluogo meneghino attraverso Pavia, Ovada, il Passo del Turchino per poi arrivare a Genova Voltri. Da lì una virata sull’Aurelia attraverso i comuni di Varazze, Savona, Albenga, Imperia e San Lorenzo. A quel punto, quando il più sembra fatto e la stanchezza inizia a farsi sentire attraverso il lattice dei muscoli, ecco le due “spacca gambe” finali: la salita di Cipressa, lunga 5,6 chilometri, con una pendenza media del 4,1%, e il Poggio, lungo 3,7 chilometri, con punte di pendenza che arrivano fino all’8%.

Ritornati sull’Aurelia, all’altezza dello stadio comunale, la volata finale, fino all’arrivo in Via Roma.

La Milano-Sanremo è un appuntamento che fa parte non solo della storia del ciclismo e di quella italiana in generale. Da ricordare l’edizione del 1946, che oltre a essersi svolta il giorno dopo l’annuncio della volontà di abdicare di Re Vittorio Emanuele III, vide la vittoria di Fausto Coppi dopo una fuga solitaria di 150km e un vantaggio di 14 minuti sul secondo classificato.

Il record di vittorie appartiene al belga Eddy Merckx che di “Classicissime” ne ha vinte ben sette, dal 1966 al 1976.

A questo punto non resta che attendere sabato 18 marzo per sapere chi sarà il vincitore della 108^ edizione dopo la vittoria dello scorso anno del francese Arnauld Démare.