SANREMO – La poesia al femminile in canzone: ruoterà soprattutto attorno a questo tema l’evento di “Estensioni” che il Club Tenco, chiudendo così un anno fortunato, organizza il 19 dicembre al teatro del Casinò di Sanremo, ore 21, a ingresso libero. In scena un cast internazionale: Alessio Arena, Silvia Comes, Vittorio De Scalzi, Ruth Horackova, M’Barka Ben Taleb, Tamar Mc Leod Sinclair, Fausto Mesolella, Julija Zigansina. A Sanremo, oltre alle traduzioni nelle varie lingue delle canzoni di Bianca d’Aponte (cantata perfino in maori e in arabo) l’accento sarà posto in particolare modo sul mondo delle poetesse, alcune notissime e altre da conoscere. Una addirittura inedita: la spagnola Pilar Rodriguez, che, in un’ottica di incontro tra differenti culture e intreccio dei diversi linguaggi espressivi, sarà cantata dalla cantautrice neo-zelandese Tamar Mc Leod Sinclair. Nella serata sanremasca densa d’incroci e, appunto, di estensioni, si prosegue con il poeta e romanziere ceco Michal Horacek, che per ha appositamente scritto per la figlia “Ctu tvoje basne tolik let“ per raccontare della statunitense Emily Dickinson. Da poeta a poeta: è Federico Garcia Lorca a cantare la morte di Rosalia De Castro con una poesia giovanile solo recentemente pubblicata, musicata da Amancio Prada e qui cantata da Silvia Comes. Un altro brano di Prada su versi di Rosalia De Castro verrà presentato da Alessio Arena. Vittorio De Scalzi si cimenta con la poesia di Vittorio Sereni, da lui musicata, dedicata milanese Antonia Pozzi, una poetessa ancora da valorizzare interamente. Ci sarà poi spazio per i versi di Anna Achmatova, messi in musica dal capostipite dei canta-poeti russi, Aleksandr Vertinskij, e cantati da Julija Zigansina. Un poesia di Dino Campana per Sibilla Aleramo è stata invece musicata da Alessio Arena, mentre M’Barka Ben Taled proporrà in arabo la canzone “Scetate” scritta da Ferdinando Russo e dedicata alla scrittrice e poetessa Annie Vivanti, allora compagna di Giosué Carducci che, proprio per questo, ruppe le relazioni col poeta napoletano. Di Alfonsina Storni parla invece “Alfonsina y el mar”, presentata in un’inedita traduzione italiana eseguita per l’occasione da Fausto Mesolella. I versi della ceca Suzana Navarova, raro caso di poetessa e folkinger, saranno interpretati da Ruth Horackova e quelli di Gloria Fuertes da Silvia Comes che le ha interamente dedicato il suo ultimo disco, “Fuertes”. “Viene l’ausencia” è l’unico brano non appositamente scritto, tradotto o montato per questa serata. Ma con una motivazione ben precisa: è proprio grazie a questo lavoro che alla Comes è stato assegnato il primo Premio Bianca d’Aponte International ad Aversa in ottobre.