Alle 16.00 nella Sala hall verrà aperta l’esposizione dedicata agli arcani Maggiori in collaborazione con il Circolo degli Artisti di Albissola Marina, presidente Antonio Licheri   e la Fondazione Cento fiori, presidente Giancarlo Berruti.  A seguire nel Teatro dell’Opera alle ore 16.30 lo scrittore, Valerio Massimo Manfredi parlerà del suo Odisseo con l’opera :”Il mio nome è nessuno- Il giuramento.”

Ulisse, Odysseo, Nessuno: l’uomo dal multiforme ingegno, il mito che solca i mari, l’eroe più formidabile e moderno di tutti i tempi è qui, in queste pagine. E ci parla in prima persona, raccontandosi con tutta l’umanità e il coraggio che lo hanno reso, lungo ventisette secoli, più immortale di un dio.

Dalla nascita nella piccola, rocciosa Itaca alla formazione di uomo e di guerriero al fianco del padre Laerte, dalle braccia materne della nutrice Euriclea al vasto mare da navigare sino a Sparta, dalla abbagliante e pericolosa bellezza di Elena all’amore per Penelope, dal solenne giuramento tra giovani principi leali al divampare della tremenda discordia: questo romanzo, primo di due volumi, segue Odysseo fino alla resa di Troia, grandiosa e terribile.

Prima ancora che inizi il nòstos – lo straordinario viaggio di ritorno – l’avventura già è costellata di incontri folgoranti, segnata da crisi profonde, dominata dall’intelligenza e dall’ardimento di un uomo capace, passo dopo passo, di farsi eroe. La figura di Odysseo ha avuto lo straordinario destino di “reincarnarsi” infinite volte: i più grandi poeti lo hanno cantato, la sua orma profonda e sempre nuova è riconoscibile nei testi più importanti della letteratura di ogni tempo, a ogni latitudine.

Tutti noi abbiamo la sensazione di ricordare da sempre le gesta di Odysseo, ma in questo romanzo, attingendo all’immensa messe di miti che lo vedono protagonista, Valerio Massimo Manfredi porta alla luce episodi e personaggi che non conoscevamo, ci regala la viva emozione di scoprire un intero universo brulicante di uomini, donne, imprese gloriose o sventurate.

Ci mostra come accanto a quel personaggio fluisca gran parte dell’epos greco: Alcesti, le fatiche di Herakles, i sette contro Tebe, gli Argonauti, oltre ai due poemi di Omero. Odysseo non si erge solitario tra le ombre di dei e guerrieri, ma il suo intero percorso di formazione, le sue radici familiari, gli epici racconti di cui è nutrito dal nonno- lupo Autolykos e dal padre argonauta, i dialoghi con Herakles e Áias, gli incontri con la misteriosa Athena dagli occhi verdi, ogni dettaglio dà corpo a un racconto profondamente sorprendente.

Con assoluto rigore ma anche con una vibrante adesione a questa materia “in continuo movimento”, Manfredi compie la scelta forte di affidare la narrazione proprio a colui che disse di chiamarsi Nessuno: una voce diretta, potente, scolpita nella sua semplicità. Una voce dal fascino assoluto, una storia incalzante come i tamburi di guerra, tempestosa come il mare scatenato da Poseidone, piena di poesia come il canto delle Sirene. (Dall’Introduzione)

Valerio Massimo Manfredi è un archeologo specializzato in topografia antica. Ha insegnato in prestigiosi atenei in Italia e all’estero, e condotto spedizioni e scavi in vari siti del Mediterraneo pubblicando in sede accademica numerosi articoli e saggi.

Come autore di narrativa ha pubblicato con Mondadori quattordici romanzi: Palladion, Lo scudo di Talos, L’Oracolo, Le Paludi di Hesperia, La Torre della Solitudine, Il faraone delle sabbie (premio librai città di Padova), la trilogia Alèxandros pubblicata in trentanove lingue in tutto il mondo, Chimaira, L’ultima legione da cui è tratto il film prodotto da Dino De Laurentiis, L’Impero dei draghi, Il Tiranno (premio Corrado Alvaro, premio Vittorini), L’armata perduta (premio Bancarella), Idi di marzo (premio Scanno) e Otel Bruni; è autore anche, sempre per Mondadori, di alcune raccolte di racconti, e di saggi. Conduce programmi culturali televisivi in Italia e all’estero, collabora con “Il Messaggero” e “Panorama”.

(Da Panorama)

Personaggio fascinoso, eroe che non si ferma mai, tanto mitico quanto umano. Ulisse è l’uomo dal multiforme ingegno le cui gesta tramite l’Iliade e soprattutto l’Odissea di Omero restano immortali. E ora dal passato e dalla mitologia greca ritorna, per parlarci in prima persona, nel nuovo libro di Valerio Massimo Manfredi Il mio nome è Nessuno (edito dal 6 novembre da Mondadori, 353 pagg.).

L’archeologo scrittore, dopo essersi occupato di Alessandro Magno, ora si dedica al re di Italia di omerica memoria. Ulisse, tramite la penna di Manfredi, si racconta con tutta l’umanità e il coraggio che lo hanno reso, lungo ventisette secoli, più immortale di un dio. Dalla nascita nella piccola, rocciosa Itaca alla formazione di uomo e di guerriero al fianco del padre Laerte, dalle braccia materne della nutrice Euriclea al vasto mare da navigare sino a Sparta, dalla abbagliante e pericolosa bellezza di Elena all’amore per Penelope, dal solenne giuramento tra giovani principi leali al divampare della tremenda discordia.

Primo di due volumi, il romanzo segue Odysseo (vero nome dell’eroe acheo) fino alla resa di Troia, grandiosa e terribile. Prima ancora che inizi il nòstos – lo straordinario viaggio di ritorno – l’avventura già è costellata di incontri folgoranti, segnata da crisi profonde, dominata dall’intelligenza e dall’ardimento di un uomo capace, passo dopo passo, di farsi eroe.

La figura di Odysseo ha avuto lo straordinario destino di "reincarnarsi" infinite volte: i più grandi poeti lo hanno cantato, la sua orma profonda e sempre nuova è riconoscibile nei testi più importanti della letteratura di ogni tempo, a ogni latitudine. Attingendo all’immensa messe di miti che lo vedono protagonista, Valerio Massimo Manfredi in Il mio nome è nessuno porta però alla luce episodi e personaggi che non conoscevamo, fa scoprire un intero universo brulicante di uomini, donne, imprese gloriose o sventurate. Ci mostra come accanto a quel personaggio fluisca gran parte dell’epos greco: Alcesti, le fatiche di Herakles, i sette contro Tebe, gli Argonauti, oltre ai due poemi di Omero.

Il tutto raccontato tramite la voce stessa di che disse di chiamarsi Nessuno. “

Il 29 gennaio nel Teatro dell’Opera ore 16.30  Carmine Abate presenta il libro vincitore del Campiello 2012 “La Collina del vento.”

La mostra I Tarocchi resterà aperta sino al 17 febbraio tutti i giorni dalle ore 15.00 alle ore 23.00.

Espongono interpretando i 22 arcani Maggiori  Imelda Bassanello, Luciana Bertorelli, Giovanna Crescini, Franca D’Arienzo, Paola Delfino, Cristina Di Perna, Roberto Gaiezza, Annamaria Galleano, Carlo Giusto, Alessandra Guenna, Giacomo Lusso, Giuliana Marchesa, Manuz, Giuseppe Massimi, Stefano Pachi, Aldo Pagliaro, Giampaolo Parini, Carlo Pizzichini, Carlo Sipsz, Alberto Toby, Elisa Traverso Lacchini, Elise van Stolk.

Il 29 gennaio nel Teatro dell’Opera ore 16.30  Carmine Abate presenta il libro vincitore del Campiello 2012 “La Collina del vento.”