Il debutto dell’Esposizione Universale Milano 2015 è alle porte. Dall’1 maggio al 31 ottobre oltre 140 paesi presenteranno, in qualche migliaio di metri quadrati, un concentrato del loro savoir faire nel rispettivo microcosmo, legato al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” . Lo stand  proposto dal Principato di Monaco si trova esattamente nel lotto 42N ed è praticamente pronto,  poco distante dai padiglioni di Giappone,  Russia e Turchia.

Per l’allestimento del Monaco Pavilion si è fatto appello al design dell’architetto italiano Enrico Pollini: un’originale combinazione di container sovrapposti con una copertura in legno lamellare simile a una sorta di vela-tenda sulla quale è stato realizzato un giardino pensile di 500 metri quadrati. All’interno i visitatori non troveranno  un freddo e anonimo ambiente, bensì la “storia” raccontata da numerose casse da trasporto in legno, impilate le une sulle altre, come se fossero pronte per essere spedite in giro per il mondo. Particolarità di questo allestimento è che, a fine manifestazione, l’intera struttura verrà smontata e spedita nel Burkina Faso per diventare la sede operativa della Croce Rossa.

Per saperne di più abbiamo intervistato Monsieur Julien Cellario, Direttore Generale della Monaco Inter Expo e Commissario Generale del Pavilion Monaco, in attesa di vedere con i nostri occhi le meraviglie dell’Expo Milano 2015 Siamo oramai prossimi all’inaugurazione dell’Expo: come procedono i lavori?

Direi abbastanza bene. Ad oggi abbiamo terminato la maggior parte degli interventi più importanti e ci apprestiamo a dare inizio ai lavori di rifinitura, così da poter concludere nei tempi previsti l’allestimento degli arredamenti interni e, soprattutto, della scenografia, composta da installazioni e da un percorso “guidato” destinato ai visitatori del nostro padiglione.

Come sta vivendo il Principato di Monaco questa opportunità?

Credo che al momento sia i monegaschi che i residenti non si siano ancora resi conto che poco distante da loro, a circa 3 ore di auto o di treno, avrà luogo un’Esposizione Universale dove il Principato di Monaco avrà la sua giusta visibilità. La sensibilizzazione del pubblico è comunque una fase importante e noi ci apprestiamo ora ad affrontarla con il giusto metodo, con lo spirito di mostrare che l’Expo "Milano 2015" è una realtà importante che in qualche modo ci coinvolge tutti.

Cosa vi aspettate dalla partecipazione a un evento di questa portata?

Ogni Paese che espone a  un Expo Universale si attende un ritorno d’immagine attraverso un aumento di visibilità importante sul piano internazionale. Credo comunque che, per avere migliori risultati, sia normale sforzarsi affinché un certo numero messaggi trasmessi siano coerenti con il tema scelto. E’ fondamentale  andare al di là di questo, aprendosi appunto all’universalità che caratterizza questa manifestazione.

In breve, cosa potrà colpire favorevolmente il visitatore avvicinandosi ed entrando nel vostro stand?

Innanzitutto il visitatore dovrà essere stupito dal “concept” della struttura proposta, decisamente particolare e originale, ed essere raggiunto da messaggi legati all’alimentazione, dal problema della fame nel mondo, fino al ruolo essenziale che hanno gli oceani nel nutrire le generazioni future. Sempre a patto che l’ambiente marino sia oggetto di tutela e precauzioni particolari nel suo utilizzo.

Crede che ci saranno altri paesi che potranno ispirarsi alla vostra idea di riutilizzare la struttura dell’Expo per azioni umanitarie o dove sia necessario?

Secondo noi,  la nozione di riutilizzare i materiali e in genere dell’economia circolare fa parte di una riflessione e di una attenzione particolare.  Di fatto il principio stesso delle Esposizioni universali e internazionali è basato sull’idea che, una volta terminata la manifestazione, il sito che l’ha ospitata ritorni allo stato iniziale. In quelle organizzate in passato, a dire il vero, per riuscire a riportare tutto alla normalità sappiamo che si sono sempre dovuti affrontare non pochi problemi. Per evitare di ritrovarci a gestire qualcosa evitabile fin dall’inizio, ecco che abbiamo scelto di procedere seguendo un’altra via: quella di creare uno stand che avesse fin da subito due vite. Speriamo davvero che il nostro sia un esempio per gli altri o perlomeno oggetto di riflessione per le prossime esposizioni o manifestazioni. Attualmente,  per quanto ne sappiamo, siamo gli unici ad aver realizzato una struttura così concepita.

Dopo quella di Roma, organizzata al Terminal 3 di Fiumicino a gennaio, quali altre attività promozionali avete intenzione di proporre?

Dopo diverse attività di comunicazione soprattutto incentrate sul territorio di Milano, Monaco e dintorni, l’ente organizzatore Monaco Inter Expo si presenterà anche alla Chambre de développement économique (CDE), oltre a fare appello ai media, attraverso differenti conferenze stampe. Il calendario si sta affinando poco alla volta con l’obiettivo di colpire il maggior numero di opinion leaders, al fine di attirare il loro interesse e  accoglierli così da noi, a Milano. In tutto questo i nostri sponsors e parteners saranno comunque al nostro fianco, anche perché senza di loro non avremmo potuto fare quanto ci apprestiamo a preparare per questo importante evento universale.

C’è un claim che identifica questa vostra partecipazione all’Expo?

Eccellenza e solidarietà per uno sviluppo sostenibile nell’ambito del settore alimentare. Questo è il cuore del nostro messaggio che speriamo raggiunga l’effetto sperato, soprattutto a Milano.