Ci sono serate in cui l’anima del cronista cede le armi all’appassionato, meglio al ragazzino sognante che su alcuni motivi si è formato ed è cresciuto.

E accaduto per Claudio Simonetti, leader dei Goblin, lo storico gruppo che ha accompagnato con i propri suoni e le proprie colonne sonore tanti films di Dario Argento. Per lui serata tributo alla sala Roof tre di Sanremo in un incontro voluto per i tanti appassionati da Paolo Prevosto.

Come al solito loquace e disinvolto davanti al microfono ha raccontato dei propri esordi negli anni ’60 in piena epoca "beat" (lui figlio del grande Enrico Simonetti), dell’abbraccio delle sonorità più squisitamente elettroniche e sperimentali nei ’70 coinciso con l’incontro che ti cambia la carriera: quello con un regista romano, anche lui in vena di sperimentalismi visivi, che ti affida la colonna sonora di un film.

"Dopo aver cercato per quel "ruolo" niente meno che Emerson Lake and Palmer e i Led Zeppelin ha affidato la colonna sonora di un suo film a noi, appena poco più che ventenni. Noi, i Goblin".

Parliamo ovviamente di "Profondo Rosso". Un film epico, visionario e capace di rivoluzionare non solo in Italia gli stilemi nel fare cinema horror e generalmente cinema, non solo "de paura".

La colonna sonora ha tutt’ora fama imperitura. Poche note e si viene trascinati in un vortice di emozioni forti e contrastanti: l’adolescenza, la maturità, l’emozione per il "mito" che è lì davanti e ora…puoi anche interagire con lui.

All’epoca della vostra colonna sonora per "Zombie" di George Romero (1978) come erano i rapporti con il regista del brivido americano?

Nessun rapporto. Probabilmente Romero non lo riconoscerei neanche tra il pubblico. Componemmo all’epoca su "commissione" e stop. Ma il film ci permise di portare la nostra musica oltre oceano. Il film resta un capolavoro, Argento come sapete ne fu il produttore. Insomma "una bella squadra"!

Leone amava ripetere che Morricone componeva prima i pezzi dei suoi films e poi lui sull’onda emotiva girava le scene. E’ accaduto anche per lei, qualche volta, con Dario Argento?

Leggende metropolitane. Difficile pensare ad una colonna sonora scritta in anticipo sul films. Il mito Leone si alimenta anche di questo, è ovvio. Io componevo sempre dopo cercando di ispirarmi all’ambientazione e alla storia del film girato da Dario. Solo nei "musicarelli" anni ’60, avendo già il pezzo che dava il titolo al film bello "confezionato", si poteva girare sull’onda emotiva.

Claudio Simonetti si butta poi sulle amate tastiere ed è un profluvio di suoni celebri e celebrati: Opera, Tenebre, Demoni, Phenomena, Profondo Rosso, Suspiria…

C’è tempo anche per ridere sul fatto dell’aver musicato il celebre "Gioca Jouer" di Claudio Cecchetto.."I diritti d’autore su questa canzone mi hanno permesso di cambiare la macchina!", poi la serata si chiude con le foto di rito, le firme su cd e vinili.

In prima fila erano seduti i membri della "tribute band" locale dei Goblin, i "Blaemon", anche loro visibilmente emozionati per l’incontro.