Lo sbarco a Sanremo del grande Claudio Simonetti lo si deve ai "buoni uffici" di Paolo Prevosto, sanremese appassionato di sci – fi, horror e fantasy (qualche anno fa portò a Sanremo uno dei protagonisti della saga televisiva "Spazio 1999"), che ha convinto il "Maestro" a non sottrarsi all’abbraccio dei suoi tanti fans ponentini.

Il sodalizio Goblin (gruppo di cui Simonetti fu per anni leader) – Dario Argento ha contraddistinto il periodo d’oro del cinema di Argento. Un binomio riconoscibilissimo, un po’ come accadde nella decade precedente a "Profondo Rosso" e "Suspiria" (1975 – 1977, foto 2 e foto 3) per Sergio Leone ed Ennio Morricone ( i "mitici" anni ’60, per citare anche Gianni Minà).

Insomma, soundtracks o colonne sonore per dirla all’italiana, moderne e "terrorizzanti" tutt’ora e che, all’epoca della loro uscita, in versione 33 giri, riuscirono a rivaleggiare nelle vendite con i più celebrati gruppi rock e progressive (Pink Floyd, Led Zeppelin e Genesis), tracciando anzi loro una sorta di solco, per il rock progressivo, che di lì a qualche anno sarebbe esploso come fenomeno anche in Italia (Premiata Forneria Marconi, Biglietto per l’inferno, Le Orme).

Gli incubi degli italiani vennero tra i ’70 e gli ’80 vestiti dalle note e dalle immagini di questi "ragazzacci" capaci di infondere paura con un solo movimento di macchina o giro di basso (Inferno – 1980, Tenebre 1981, Phenomena 1984). I Goblin sbarcarono, poi, anche sul mercato americano (a dimostrazione della loro "aura" internazionale) con la colonna sonora firmata per "Zombi" (1978), film di culto di George Romero e prodotto, guarda caso, da Dario Argento. Erano gli anni d’oro del cinema italiano, capofila nei celebrati "generi", fossero il western, l’horror, il poliziesco.

Poi negli anni ’90 il sodalizio con Argento cominciò a frantumarsi, i Goblin stessi si sciolsero e Simonetti continuò a fare musica in seno ai "Daemonia", sempre con la verve di un ragazzino e la voglia di stupire e spaventare con combinazioni di note sempre diverse. Vi è poi stato anche il riavvicinamento con Argento ("Non ho sonno"), a dimostrazione che le grandi amicizie tali sono destinate a restare. 

Simonetti, infatti, ha poi composto anche la colonna sonora per il film Dracula 3d, ultimo film di Dario Argento ancora inedito nelle sale, ma primo film horror 3D italiano, oggetto purtroppo di tutta una serie di rinvii d’uscita…

Non è più tempo, forse, per l’horror all’italiana?

Claudio Simonetti è nato a San Paolo del Brasile nel 1952 ed è figlio d’arte, essendo "erede" musicale di Enrico Simonetti, grande musicista e direttore d’orchestra nei vari programmi Rai anni ’50 e ’60.

P.s. "Sette note in nero" è un film di Lucio Fulci, musicato da Fabio Frizzi (fratello del più mediatico Fabrizio) non certo da Claudio Simonetti che con Fulci non ha mai "spigolato" musicalmente parlando. Doveroso chiarimento per qualche cinefilo pronto a bacchettare…