Nel 1953 una giovane coppia visita Roma, la città eterna, in sella ad una Lambretta: sono Gregory Peck e Audrey Hepburn. Ma cosa succede se ambientassimo questa coppia di fidanzati, sempre sulle due ruote, a spasso per Ventimiglia? Dove li faremmo girare, cosa scoprirebbero, quali personaggi incontrerebbero sul loro cammino? Alla fine, una cosa è certa, scoprirebbero che davvero “Ventimiglia è la città più bella del mondo”.

I Gregory Peck e Audrey Hepburn che hanno visitato Ventimiglia nelle loro vacanze, sono Franco Borfiga ed Elisa De Angeli. Lui, innamoratissimo di lei, torna nella propria città dopo anni, facendole scoprire ogni suggestivo angolo, le leggende che Ventimiglia gelosamente tiene nascoste, solo per i propri figli e per i suoi cittadini, popolo dedito al “mugugno”, ma che conosce il gusto della fatica e della generosità. La Battaglia dei Fiori, la storica stazione internazionale dei treni, le frontiere di Ponte San Luigi e San Ludovico, le montagne, prima italiane, poi francesi e ancora italiane, che, da sole, diventano abili prestigiatori, riuscendo a compiere numeri di magia, unici al mondo, come “tenere in vita la pianta dell’olivo a soli 14 km di distanza da un ghiacciaio”,  “ ‘a marina”, le “garçunete”, l’amore per la propria terra, che, nel corso della storia, ha allevato tanti figli. Proprio questi ultimi, alcuni, diventati adulti, hanno deciso, per dovere o volere, di migrare, lasciando Ventimiglia e i suoi ricordi in un angolo del proprio cuore e altri, invece, che proprio non riescono ad abbandonarla. Una regola del viaggiatore afferma che, prima o poi, si torna sempre nel luogo da cui si è partiti: “spantegai”, sparsi nel mondo, chiunque sia nato a Ventimiglia, sente l’umana necessità di riassaporare il calore umano e gentile che questa città offre. Uno dei tanti figli, oggi è tornato nella sua città, dopo aver trascorso l’intera vita in televisione ed in giro per il mondo, Cino Tortorella.

Ventimiglia non riesci ad abbandonarla. Con qualunque mezzo si viaggi, treno, macchina, vespa, a piedi, in nave ed in aereo, quando la lasci alle spalle ti fa sentire il rimorso di averla abbandonata e il nodo alla gola non si scioglie, un po’ come il fidanzato, sul vagone del treno, che dice arrivederci al proprio amore, per correre nella civiltà delle fabbriche e del lavoro.

Solo quando davanti agli occhi ritrovi il Roya, il campanile della Cattedrale dell’Assunta, le case di Ventimiglia Alta e laggiù diritto, il mare, che in estate, ma soprattutto in Inverno, ti chiede compagnia, poiché nessuno si cura di lui da novembre ad aprile, senti di essere tornato in pace con te stesso e con la vita, mamma Ventimiglia è pronta ad accoglierti ancora una volta. Essere ventimigliesi è un orgoglio personale, intimo, che non è necessario osteggiarlo, è un po’ un segno distintivo che tutti noi abbiamo e che ci fa intendere subito, senza giri di parole, quando parliamo di “Paulin”, de “’U Cavu” e della sua pizza…“cume a l’è bona a pisciadela”.

Questa è la nostra Ventimiglia, che ieri sera è andata magicamente in scena nel suo Teatro Comunale. “Vacanze a Ventimiglia”, presentato da una bravissima Donatella Lauria, Direttrice Responsabile di Ponenteoggi.it, che, anche agli occhi dei suoi collaboratori più stretti, è riuscita, ancora una volta, a sbalordire con tanta ammirazione, dimostrando le grandi capacità che possiede, non solo come giornalista, ma anche come abilissima presentatrice, cantante, ma soprattutto scrittrice, che ben riesce a toccare le corde del cuore, narrando dei paesaggi che creano il dipinto di Ventimiglia. I brani inediti, di un futuro romanzo della Lauria, sono stati letti, magistralmente da Elia Marchesi, che, senza ombra di dubbio, avrà successo, un domani, come bravissimo attore di teatro, date le superlative capacità recitative. La platea e la galleria sono altresì rimaste a bocca aperta, con grande stupore e meraviglia, davanti alla splendida performance canora della ventimigliese Angela Vicidomini. Donatella e Angela, esibendosi nella celebre canzone di Fiorella Mannoia, “Siamo così”, sono riuscite a dimostrare quanto siano abili, passionali, dolci e amorevoli le donne di Ventimiglia.

L’Orchestra Filarmonica Giovanile, diretta dal M.stro Cocco, con le note, ha ricordato che Ventimiglia “è tutto” e che, in se, contiene leggende e personaggi unici al mondo. Non solo musica, ma anche danza: la nostra città si conferma la terra natia di due coppie, che hanno vinto, rispettivamente, nel 2011 e nel 2012, i campionati nazionali di danza. Sul palcoscenico anche la poesia con i versi di Marco Scullino con la dolcissima “Mazu mézavuxe”, i ricordi di Paola Tiezzi e le “foure” di Gaspare Caramello.

Lo spettacolo è stato un vero trionfo. Chi si aspettava una apologia della cittadina di confine, è rimasto a bocca asciutta. Commossa, ma soprattutto orgogliosa e davvero molto contenta, la Dott.ssa Luciana Lucianò, Commissario Straordinario, che ha sottolineato come Ventimiglia, dopo un passato non troppo roseo, grazie a queste serate, alle mille iniziative, alla grande passione e al volontariato, possa davvero tornare a competere per un futuro pieno di tante soddisfazioni.

Ottima la direzione artistica e la regia, firmate dalla bravissima Mara Cilli e da Sergio Pallanca. Splendide le composizioni floreali, composte, per l’occasione, dal maestro Pino Formica.

Come tradizione, non è venuto meno il “mugugno”, questa volta però sincero e veritiero. Il teatro, dal mese di giugno, ha l’impianto di aria condizionata fuori uso. Il caldo si è fatto sentire e, senza dubbio, se nel frattempo la si fosse fatta riparare, i tanti ventimigliesi, accorsi per l’evento, sarebbero davvero rimasti senza un motivo per “mugugnare”…ma si sa, anche questo è tradizione, a Ventimiglia!