Gaspare Caramello  ha il dono del talento  e dell’inventiva artistica. Imprenditore per tradizione famigliare, dottore in scienza della comunicazione, romanziere e artista poliedrico, si esprime con un occhio attento al futuro e all’innovazione. Attivo nel campo delle arti visive sin dal 1969,  ha realizzato  nel tempo opere sia pittoriche che vere e proprie operazioni estetiche, come” Olio su tela”, prima opera  di pop-art esposta nel comprensorio intemelio, fino  al più recente “Paulin s’incala”, in cui le immagini del degrado urbano del centro storico di Ventimiglia sono state trasformate in icone simboliche.

Nella sua attuale espressione artistica utilizza l’elaborazione fotografica combinata con la pittura digitale e  brani musicali, composti dallo stesso autore con lo pseudonimo di “Movimento di Liberazione Strumentale”,  al fine di realizzare dei “visuals” (installazioni visive) che vengono abbinati a performances  culturali. Il prodotto finale è  una conferenza che viene elevata al rango di opera d’arte.

Le opere di Caramello appaiono sospese tra realtà e immaginazione, evocano atmosfere dai toni incantati con fascinose cromie, magenta ardenti, misteriosi verdi, ocra intensi che ben si intonano alle emozioni e ai sogni di un animo sensibile.

Venerdì  5 ottobre, ore 17.30,  nella nuova sede della Civica Biblioteca Aprosiana a Ventimiglia, andrà in scena la sua ultima proposta culturale denominata “The  Beatles go on”, che vuole celebrare il cinquantesimo anniversario della  pubblicazione del primo singolo ufficiale del quartetto inglese “Love me do ( 5 ottobre del 1962). La proiezione dei visuals  verrà integrata con due approfondimenti, uno relativo al fenomeno dei Beatles all’interno del panorama culturale (le Neoavanguardie) degli anni Sessanta (Gaspare Caramello),  e un  altro che ne analizzerà l’aspetto sociologico (Claudio Morano).  All’interno, letture di Maria Cristina Brettone.

Caramello , che negli anni Ottanta è stato assessore comunale alla Cultura e che oggi si definisce un personaggio scomodo, è alquanto scettico su un tangibile  risveglio culturale ventimigliese, che necessiterebbe di una progettualità organica,che al momento non esiste. “Occorre una visione, sostiene,  in grado di trarre ispirazione da un intenso legame col territorio, valorizzando le specificità locali intese come risorse, tradizioni e storia, sempre mantenendo una flessibilità che permetta di adattarsi ai mutamenti sociali e strutturali, attualmente così frequenti”.