Diodato con “Ti muovi” al Festival di Sanremo 2024

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“Sin dalla prima prova ho sentito affetto pazzesco” esordisce Diodato nel suo dialogo con i giornalisti della sala stampa. In gara a Sanremo 2024 con il brano “Ti muovi”, il…

“Sin dalla prima prova ho sentito affetto pazzesco” esordisce Diodato nel suo dialogo con i giornalisti della sala stampa. In gara a Sanremo 2024 con il brano “Ti muovi”, il cantautore ha raccontato del suo rapporto con la musica e del suo percorso fino a qui: “ho sempre pensato alla musica come qualcosa di vero – ha detto – che ha a che fare con le emozioni. Questa è un po’ la motivazione che mi ha portato a scrivere la canzone. Incontrando le persone per strada, ma anche chi lavora nel mondo della musica, ho sempre trovato discorsi profondi e veri che hanno a che fare con l’umanità: ho provato a metterci al centro della mia scrittura, anche per capire come migliorarmi e vivere una vita migliore. L’incontro con la musica è stato importante”.

Un incontro partito vent’anni fa a scuola, come testimonia un video in cui un Diodato ancora studente cantava i Red Hot Chili Peppers: “guardando qualche giorno fa questo video ho pensato che “ero stato bravo” – dice lui – avevo intorno un sacco di persone che mi guardavano con apprezzamento, mentre non avevo questo ricordo, ero uno che si sentiva abbastanza invisibile, avevo buoni amici e mi divertivo ma a scuola non ero molto notato. Poi le cose sono cambiate e ho scoperto che la musica è un mezzo per trovare gli altri, per incontrarli. Ed è ciò che sta accadendo con “Ti muovi”: ringrazio tutti coloro che mi hanno inviato le proprie vibrazioni”.

A proposito della sua esibizioni nella serata dei duetti, in cui ha portato sul palco “Amore che vieni, amore che vai” di De Andrè, insieme a Jack Savoretti e con la partecipazione di Filippo Timi, Diodato commenta sottolineando che si tratta del frutto di un lungo lavoro, e annunciando il prossimo tour teatrale. “Ho fatto centinaia di concerti – dice – quelli di questi anni sono sempre stati, secondo la mia concezione, un corpo vivo, qualcosa che deve avere dentro sé l’imprevedibile, che deve mutare, cambiare. Allora ho pensato che se tutto questo si fosse perso sarebbe stato un peccato. Sarebbe stato bello fotografare questo momento, quindi ho pensato per la prima volta a un tour teatrale, il teatro ti mette davanti a un sacro silenzio e al dovere di creare qualcosa di artisticamente importante. Ci sto pensando: spero di riuscire a fare qualcosa di speciale”.

Qualcosa di speciale che è già contenuto in “Ti muovi”, un brano scritto per la necessità di raccontare un abbandono totale all’emozione. “È un inno alla gioia e alla difficoltà – spiega Diodato – a vivere ciò che sono in questo momento e provare a godere un po’ di più rispetto a quel che è successo nelle mie partecipazioni passate. Non si impara mai a stare sul palco di Sanremo, ma mi piacerebbe ogni volta scendere e dire Me la sono proprio goduta. Vorrei andare via da Sanremo e aver amato tutto quello che ho fatto. Io credo sempre nella musica, e credo nella bellezza che è qualcosa di inarrestabile, non la puoi fermare”.