E’ approdato in riva al Roja proveniente dallo Sporting Terni ma solamente tre stagioni fa militava nella serie A bulgara, precisamente vestendo i colori giallo- neri del Botev Plovdiv, principale squadra della seconda città della Nazione neo- comunitaria vincitrice di due campionati nazionali di due Coppe di Bulgaria e di una Coppa dei Balcani.

Si tratta del trentaquattrenne attaccante toscano, è infatti nato a Grosseto il dodici Gennaio del 1977, Alan Carlet ingaggiato dal Ventimiglia del presidente Savarino con il chiaro intento di dare esperienza al reparto offensivo, a cui si chiede una gran messe di gol per tentare l’immediata risalita in Eccellenza dopo la retrocessione dello scorso anno.

Carlet tornerà quindi domenica prossima sul campo casalingo di Peglia nel match contro un’alta nobile decaduta ora costretta a giocare nel girone A della Promozione ligure, cioè la Loanesi, a vestire una maglia granata, precedentemente vestì questi colori nella Reggiana, dopo aver fatto il suo esordio nelle fila dei frontalieri nella sfortunata partita persa Domenica scorsa a Genova contro la Rivarolese. Si tratta dunque della sua “ prima “ assoluta sul campo casalingo della nuova squadra d’appartenenza. Come detto Carlet è un giocatore di grande esperienza.

Ha esordito in serie A il sedici Febbraio del 1997 a Udine, vestendo la maglia del Cagliari che perse quella partita contro i friulani. Giocò solamente tredici minuti e quelli furono i suoi unici minuti disputati nella massima serie italiana. Le sue stagioni più fortunate furono quelle in cui indossò i colori bianco- neri dello Spezia nelle stagioni 1999-2000 e 2000- 2001. Con i “ levantini” disputò quarantun partite segnando quattordici reti. Militò pure in altre nobili decadute che hanno fatto la storia del calcio nella fervida provincia italiana: oltre alla Reggiana ricordiamo la Pistoiese, la Pro Vercelli, il Pisa e la Torres.

Nel 2008 emigrò in Bulgaria ma qui, adir la verità, la sua parentesi non fu propriamente fortunata. Nella serie A bulgara disputò solamente sette ” matches” non siglando neanche una rete. In tutto giocò 522 minuti. Tornato in Italia a Terni ora spera di concludere in gloria la sua carriera prendendosi la soddisfazione, prima di appendere le scarpette al fatidico chiodo, di contribuire a suon di gol a riportare i granata in Eccellenza. Se lo augurano innanzitutto l’allenatore “ storico” dei frontalieri Fabrizio Gatti ed i tanti tifosi che domenicalmente affollano le tribune del campo di Peglia.   

SERGIO BAGNOLI