Grande pubblico sabato 13 ottobre nel ridente sferisterio di Vendone, tra olivi e borghi di autentico sapore ligure. Di scena quel che non ti aspetti, almeno dall’inizio della stagione. La compagine di casa, il granitico Vendone, affronta la quotata Canalese di patron Toppino per lo scudetto di C1.

L’andata ha visto prevalere i ragazzi del Roero per 11 a 4, con Brignone e Arnaudo in grande spolvero. Pesava su di loro la necessità, l’obbligo di provarci. E lo hanno fatto alla grande, ma non senza difficoltà e complicità di fattori finora poco vissuti in quel di Vendone. La partita inizia con la classica battuta grigliata di Ranoisio. Stefano Brignone prova ad alzare, ma rischia il fallo. Qui avviene immediatamente la sua trasformazione e si notano le sue camaleontiche capacità: abbassa il colpo e cerca la rete.

Una costante che produrrà risultati. Per contro, i locali resistono per un paio di giochi, poi iniziano a perdere terreno pur partendo da buoni vantaggi e giocandosela sul 40 pari più volte. A Ranoisio, martellatore potente, non “va” il pallone, rispetto alle prove notturne e la rete smorza le velleità dei liguri, invece di essere amica. Una circostanza particolare, anche perché tutti ammettono di essere tranquilli. Ovviamente, perdendo punti, il nervosismo aumenta e ci sono alcuni errori sottomisura.

Per contro Stefano Brignone gioca alla grande, forse come nessuno quest’anno a Vendone, “rancando” palloni da fondocampo e recuperando in controribattuta, invece di cercare la caccia anche brutta. Arnaudo gioca di fioretto e i terzini si sentono più tranquilli, con qualche squillo di Parussa. Al riposo è 7 a 3 per la Canalese. Sembra tutto finito, ma nello spogliatoio del Vendone c’è una relativa serenità e la voglia di non deludere un pubblico di appassionati ed amici accorso in massa. Nella seconda parte di gara c’è battaglia vera. La temperatura cala, il pallone pesante aiuta “the hammer” Ranoisio, la coesione di squadra si ritrova, i giovani liguri arrembano sulle barricate punto a punto. Si va spesso ai vantaggi, anche al terzo.

Brignone chiede il tempo e fa bene, riordina le idee e opta per una tattica conservativa non senza tirare fuori dal cilindro alcune giocate spettacolari. La partita si fa bella e il boato del pubblico sottolinea più volte scambi e giocate di tensione oltre che di qualità. Si avvicina Vendone, fino al 7-9. Il terrore corre sul filo canalese. Vendone può avvicinarsi ancora, ma non prende l’ottavo gioco, pur potendo. Arnaudo colpisce, mentre i liguri affrontano all’arma bianca alcuni ultimi scambi decisivi. “Vendere cara la pelle” è un mantra tipico di Ranoisio e soci. Ci provano anche nell’ultimo gioco, sparando però quattro falli. Brignone scioglie la sua tensione in una corsa a perdifiato sul campo, urlando la sua gioia al mondo. Le squadre fraternizzano.

Raramente si è visto un quartetto di squadre, tra l’altro mediamente molto giovani, così corretto nel contesto delle finali. Alla fine Ranoisio e Brignone si scambiano le sudate maglie. Si schiudono radiosi progetti per questi ragazzi, fra bevute e complimenti dagli addetti ai lavori e dagli appassionati. E l’organizzazione sociale di Vendone, questo piccolo centro ormai famoso a livello sportivo, prosegue con il campionato amatori, con la prevista finale provinciale contro Murialdo a seguito della vittoria 11-2 contro Pontinvrea-Dego, venerdì sera: un giorno prima del D-Day della finale, le seconde linee liguri hanno registrato i motori: non si sa mai, nulla è stato intentato e brava Canalese.

Vendone-Canalese 7-11

VENDONE LAMPOGAS / TECNOGAS / Piccardo & Savoré / Ottobelli / L’Anemone di Mare, La rivista del Gusto: Ranoisio, Davide Somà, Claudio Somà, Novaro (Basso, Giacobbe)
CANALESE TORRONALBA:
 Brignone, Arnaudo, Parussa, Gili (Cavagnero)
Arbitro: Chiesa di Ceva (corretto, competente, mai invadente).