Come largamente anticipato, Imperia Rugby sceglie la strada più difficile per la preparazione al campionato di C territoriale ligure piemontese. La sfida è di quelle che contano e che comportano rischi. Mentre altre società italiane si misurano sul territorio locale, Imperia profitta della sua posizione e si aggiorna nel confronto con i francesi. E che francesi.

Il rugby club Webb Ellis di Mentone è sì vicino, ma ha un’ottima scuola di tipo transalpino e le stimmate del “creatore” del rugby, Webb Ellis, che è sepolto nel pittoresco cimitero del castello sopra il centro storico. I contatti dei francesi con le scuole sportive di Rugby, in Inghilterra, sono diuturni: come si allargano così gli orizzonti dello sport nostrano.

Il match nel campo della pittoresca Serre de la Madone ha visto sì la netta prevalenza francese. E si aggiunga monegasca, perché da Mentone arrivano tanti giocatori della nazionale monegasca, che è comunque piazzata nel contesto della classifica internazionale. Imperia ha così provato tutte le situazioni stressanti: la difficoltà di giocare palloni puliti, la contestazione continua delle rimesse laterali, le situazioni di raggruppamento ordinato. In questo ultimo caso merita spendere qualche parola in più. Dalla scorsa stagione la mischia, cardine del gioco di stile italiano, è in rinnovamento. La prima linea è imperniata sull’esperto tallonatore Barbotto. 

 Ai suoi lati ci sono in questa fase uomini molto giovani, come Correddu ed Oreggia: due tipologie di piloni diverse, con il primo che può mettere in difficoltà per la sua notevole altezza. Si tratta però di un giocatore che arriva da una esperienza nei tre quarti, può essere anche veloce.  Non è facile trovare l’alchimia della mischia. Nei reparti arretrati agiscono figure esperte e mobili, come Del Bon e Vazio. In ogni caso si porrà massima attenzione a questa componente del gioco, sfruttando anche i cambi che non erano ancora numerosi a Mentone.

Il settore creativo della compagine imperiese ha sofferto l’arrembante aggressività mentonasca. Per questo si è visto l’esperto Davide Pozzati all’apertura, considerando la sua natura rocciosa di tre quarti. Alessandro Roggero a estremo ha profittato della sua capacità negli inserimenti (non a caso è detto l’”invisibile”) e sui soli due palloni puliti permessi dal gioco avversario è riuscito ad andare in meta: esperienza dunque da riproporre, anche perché poco nota nel contesto interregionale. Purtroppo il gioco più largo delle ali è stato tarpato, mentre i centri, Federico Piana e Simone Cuppari, hanno avuto pochi palloni.

Appare costante la ricerca della velocità, consigliata anche dal compianto Maurice Dumas, nella cui memoria i seniores e non solo giocheranno l’intero campionato. Molto lavoro da fare ancora per il coach Flavio Perrone e per la preparazione atletica di Alessandro Castaldo, che è anche mediano di mischia. La missione di questa fase di preparazione è costruire un ulteriore salto di qualità atletico, cosa che ha pesato nel confronto con i francesi e la confidenza per le indicazioni del piano di gioco. Una attitudine mentale che difetta nei più giovani e nei neofiti alla disciplina.

Nota piacevole anche il ritorno in panchina di Ferrua, Mela e del giovane Raccagno. Si prendono tante mete, magari, ma nelle prime due partite di preparazione dell’Imperia non si sentiva parlare solo italiano o dialetto ligure: sia con il Tacca Team-Old Imperia sia con Mentone di fronte c’era l’idioma anglosassone, il francese e dunque una “nouvelle vague” anche nel confronto con gli arbitraggi, non sempre chiari in Italia. La nave va, nel mare tempestoso delle mischie. E il 14 ottobre è già campionato!