Il Forte di Santa Tecla © Anna Maria Castellana

C’era una volta il quartiere di Pian di Nave, tredici case descritte come le più belle e recenti, alte fino a tre piani con i solai voltati e le coperture piane impermeabilizzate. Questa spiegazione dettagliata si può leggere nell’Archivio di Stato a Genova, dove sono conservati i documenti relativi all’esproprio di tali abitazioni per fare posto al Forte di Santa Tecla. Correva l’anno 1753 e Sanremo non era una città libera, ma viveva sotto il dominio della Repubblica di Genova. Il malcontento popolare sfociò in una ribellione, che durò appena nove giorni dal 6 al 15 giugno, poiché la reazione della Superba fu immediata e decisa. Di conseguenza gli edifici di Pian di Nave vennero confiscati e demoliti per realizzare la fortezza sul mare a perpetuo monito nei confronti di Sanremo. Si capisce, quindi, perché il Forte abbia le feritoie insolitamente rivolte verso la città, a fronteggiarla.

Il commercio dell’olio © Anna Maria Castellana

Gli scavi archeologici degli anni duemila hanno riportato alla luce due unità del quartiere secentesco, il quale sorse tra il vecchio e il nuovo molo e la cui evoluzione seguì l’ampliamento del porto e i commerci marittimi della Città dei Fiori in tutto il Mediterraneo. Si tratta di due case di un piano, in parte affacciate direttamente sulla spiaggia. Il pianterreno era adibito allo svolgimento di attività artigianali. A monte si vede il locale per lo stoccaggio e la vendita al minuto dell’olio. Ci sono quattro vasche interrate della capacità di mille litri ciascuna e un catino sotto il bancone per recuperare il liquido fuoriuscito nel travaso. Si possono immaginare le vasche e il bancone rivestiti di ardesia, materiale non impregnante che protegge dai raggi solari e mantiene la temperatura costante. A valle è rimasta una fornace per la fusione dei metalli, in particolare si scorgono le colature verdi del rame.

Il Vallotto – © Anna Maria Castellana

Completano la zona archeologica il medievale ponte del Vallotto e il Forte di Santa Tecla. Il ponte in origine era collocato all’incrocio fra le vie Feraldi, Corradi e Palazzo, vale a dire lungo la strada romana. Venne utilizzato sino al 1866, quando fu inglobato nella copertura del torrente San Romolo. La fortezza, considerata l’insurrezione di Sanremo e la pronta risposta di Genova, venne terminata in soli dieci mesi tra il 1755 e il 1756. Furono usati i materiali di risulta dalla demolizione del quartiere di Pian di Nave e dei pali di legno per le fondamenta per contrastare l’instabilità del terreno sabbioso. È curioso pensare che la stessa costruzione un secolo e mezzo dopo servì per aiutare anziché minacciare la città. Durante la Grande Guerra, infatti, presso il Forte vi era la base degli idrovolanti, che difendevano dai sottomarini tedeschi le navi mercantili in transito. Ma questa è un’altra storia.