Villa Zirio

Territorio

La proprietà ha una storia complessa, anche sotto il profilo botanico. Secondo la testimonianza tradizionale, la villa sarebbe stata progettata dall’architetto marsigliese Bérénger prima del 1868. Però l’osservazione delle due…

La proprietà ha una storia complessa, anche sotto il profilo botanico. Secondo la testimonianza tradizionale, la villa sarebbe stata progettata dall’architetto marsigliese Bérénger prima del 1868. Però l’osservazione delle due cartografie di Alessandro Cantù, la prima del 1874 e l’altra del 1882, rivelano la dimensione originale della proprietà di questo facoltoso avvocato. E nella carta del 1882 compare l’ingombro attuale della villa, non ben identificabile nella topografia precedente. Forse, allora, la costruzione va situata fra quei due estremi cronologici. Inoltre, l’apprezzamento di terreno circostante non era stato ancora in parte inglobato dal parco del successivo hotel Bellevue. Si presentava come un giardino all’italiana nella parte anteriore e come un bosco all’inglese in quella posteriore. L’attuale dimensione del parco è quella esotica e lussureggiante definita in seguito all’intervento progettuale di Lodovico Winter ed attuato dalla celebre ditta vivaistica Pin e Gullino. È probabile che questa sistemazione sia stata attuata in ragione della presenza in villa di ospiti di assoluto livello. È nota la breve presenza del compositore Richard Wagner (1813-1883), quando ancora non era famoso in Italia, grazie ad una stampa datata al 1868 (che però potrebbe essere più tarda), la quale lo ritrae all’interno del parco assieme al signor Von Kettel. La presenza di maggiore rilievo è però quella di Federico III re di Prussia e Imperatore di Germania (1831-1888). Questi era l’erede al trono imperiale e giunse a San Remo per curare un cancro alla laringe, sotto il controllo del celebre dottore Morell Mackenzie. Giunse a San Remo il 3 novembre del 1887, con famiglia e seguito. Il 3 di marzo, alla morte del padre Guglielmo, Federico divenne imperatore: ritornò in patria e vi morì dopo tre mesi di regno. Fu la stagione migliore della villa, nella quale si installò il primo ascensore della ditta Stigler-Otis, tuttora in funzione. L’edificio spicca per il suo carattere classicista, preceduta da una loggia con fine colonnato, arricchita da numerosi risalti architettonici e conclusa da un trionfale timpano regolare. Gli spazi interni presentano le decorazioni di Filippo Ghersi, gli ornati dipinti di Gio Batta Novaro e gli affreschi di Francesco Semino (tra cui Benvenuto Cellini di fronte a Francesco I re di Francia). Dalle finestre si poteva e si può tuttora ammirare una splendida alberatura, senza soluzione di continuità tra la vicina villa Rothenburg a Ponente e l’Hotel Bellevue ora palazzo comunale a levante. Tra le presenze botaniche si segnalano le monumentali Ficus macrophilla e la Jacaranda mimosifolia, che in tarda primavera copre di infiorescenze blu-viola il sottostante marciapiede di corso Cavallotti.

Bibliografia:

  • M.BARTOLETTI – N.PAZZINI PAGLIERI, San Remo, Genova, 1995, pp.56, 156, 161.
  • E.DURETTO – M.MIGLIORINI – M.T.VERDA, San Remo tra due secoli, Genova, 1986, pp.98, 98, 102, 219, 220.
  • M.MORETTI in E.KANCEFF (a cura di), Immagini di San Remo nel mondo, San Remo, 1998, 232-233, 196-197.
  • L.UGHETTO – A.ZENCOVICH, Leonardo Massabò e l’Ottocento nella Riviera Occidentale, Genova, 1990, pp.46 e 48.
  • Museo Pinacoteca Civica di San Remo, cartografia della città di San Remo di Alessandro Cantù, 1874.
  • Collezioni privata, cartografia della città di San Remo di Alessandro Cantù, 1882.
Corso Mombello

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