La Strada di San Giovanni: il mondo “alto” del padre ed il mondo “basso” della città

Cultura

Nella memoria del giovane Italo c’è la villa Meridiana come un luogo di confine. Lui era attratto dalla vitalità cittadina, dal mondo meraviglioso e luminoso della Sanremo cosmopolita, ricca di…

Nella memoria del giovane Italo c’è la villa Meridiana come un luogo di confine. Lui era attratto dalla vitalità cittadina, dal mondo meraviglioso e luminoso della Sanremo cosmopolita, ricca di ristoranti, alberghi, ritrovi e personaggi singolari. Appena usciti di casa, però, verso l’alto, cominciava la mulattiera, così tipicamente ligure, che conduceva fino alla chiesa di San Giovanni Battista, costeggiando il rio San Francesco.
È la strada tanto amata dal padre, anzi, il mondo di Mario Calvino, che la percorreva prima del levar del sole, accompagnato, un po’ di malavoglia, da Italo: questo per osservare la Natura e poi dare consigli, in modo anche vivace e imperativo, ai contadini della zona. Il miglioramento delle tecniche di coltivazione in Liguria occidentale era una delle missioni di Mario Calvino, ma non sempre era seguito dai coltivatori, molto tradizionalisti. E lui si arrabbiava, mentre il figlio, come del resto il fratello, osservavano le singolari reazioni del padre. Il sentiero di San Giovanni era luogo di percorsi immaginari, di gioco, come il risalire il torrente senza andare sulla strada. La palestra necessaria per la vita in montagna, da partigiano. La vita familiare e questi luoghi sono tema dominante di racconti come Le notti dell’UNPA e La strada di San Giovanni.

Ritorno a inizio: “I Luoghi di Italo Calvino a Sanremo”

Immagini e parole

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