Su quella che è l’”Onda alta” del titolo della sua canzone, Dargen D’Amico ha annunciato sul palco dell’Ariston durante la seconda serata che lui non fa politica e non l’ha mai fatta, il suo era un messaggio umano. L’artista si riferiva al suo cessate il fuoco proclamato alla conclusione del brano durante la prima serata, quando è uscito sul palco a notte fonda ormai, vestito con un abito ricoperto di orsacchiotti. Un personaggio complesso, Dargen, che porta a Sanremo 2024 una canzone dal tema drammatico, le lotte dei migranti in Mediterraneo. Una canzone che, in modo bizzarro, diventa irresistibile e da ballare.
“Se la politica non riesce a insegnare l’empatia alle generazioni più giovani, non può insegnare nulla”, ha dichiarato il cantante davanti ai giornalisti, ricordando il senso del villaggio comune in un’Italia, quella di lui bambino, dove i piccoli potevano trovare rifugio e cibo in ogni casa. “Siamo tutti d’accordo sul cessare il fuoco, e sul fatto che un ospedale vada protetto: trovo surreale dover chiedere se siamo tutti d’accordo su questo”. Si esplora il pensiero, ma si esplora anche la musica, che nel brano di Dargen D’Amico si accompagna alla tematica importante affrontata. “Con questo brano avrei voluto che il movimento ritmico raccontasse anche il movimento degli eventi, mi ero fatto l’idea che facesse sentire coinvolti, in base a un sentire comune. Per me il ritmo ha un valore che va oltre le parole”.
Dal 6 al 10 febbraio in piazza Muccioli 16 Dargen ha allestito la sua “Edicola”, un point che ospita gli “Incontri sull’Onda Alta”, talk pomeridiani ce prendono spunto dai temi della canzone in gara: migrazioni, ingiustizie, conflitti e possibilità di pace con Tlon, anche in streaming. Ogni giorno dalle ore 10 in edicola e in giro per la città viene distribuito il fumetto a puntate “Onda Alta” realizzato da Daniel Cuello e ispirato al brano.
“A volte le cose mi scappano perché per me hanno senso e fanno parte di un percorso e di ragionamenti anche difficili da snocciolare se non si è condiviso qualcosa- ha proseguito Dargen raccontando la sua esperienza a Sanremo 2024 – al Festival il primo pensiero è sempre rivolto in maniera molto affettuosa alla porta di sicurezza sulla destra che ti permetterebbe di uscire dal teatro. Mi sento privilegiato per questo: non tutti hanno una via d’uscita nella vita, invece io so che posso scendere da quel palco. Sono abituato a scrivere ed essere solo io, in questi momenti mi sento in comunione di intenti con tutti gli altri, quando invece poi ti serve l’arroganza di sentirti portavoce di qualcosa è difficile. Alla fine però sali sul palco, parte la musica e sai quello che devi fare”.
Durante la serata dei duetti Dargen D’Amico proporrà un omaggio a Morricone, con la BabelNova Orchestra. Una bella occasione- dice lui – per andare a ricercare nel patrimonio artistico che ci ha lasciato la figura melodica più importante di Italia. Come ha ricordato Dargen, Morricone faceva già hip-hop e usava già i suoni d’ambiente: “la cover sarà l’occasione per raccontare da un punto di vista diverso i temi trattati nel mio brano: ho riscontrato dei punti di similitudine nella colonna sonora della Leggenda del pianista sull’oceano, anche lì si parla di vite in mare e io ho preso la barca al balzo”.




