SANREMO – Alla fine è stato un successo con le emozioni di Yusuf Cat Stevens, ma l’inizio della prima serata del 64° Festival non verrà ricordato come uno dei più tranquilli. Anzi, al contrario verrà ricordato come uno degli inizi più difficili, anche se Fabio Fazio lo ha saputo gestire con garbo e pacatezza. Tre gli elementi: le invettive di Beppe Grillo fuori dall’Ariston contro la Rai e l’Italia, il sipario difettoso che ha condizionato l’uscita del presentatore e la protesta di due lavoratori napoletani, da 16 mesi senza stipendio, che hanno minacciato di gettarsi sul pubblico dai palchi laterali. Anche questo è Sanremo, di tutto e di più. Una volta tornati alla ragionevolezza Fazio ha parlato di bellezza e ha introdotto Luciano Ligabue, che ha cantato "Creuza de ma" per ricordare Fabrizio De André nel giorno del suo compleanno, il 18 febbraio. Avrebbe compiuto 75 anni. Questo sì che è stato un grande inizio, forse il più intenso di sempre. Due inizi, dunque, uno dentro l’altro. Imprevedibilità, alto e basso. Forse sta proprio qui il fascino di questa kermesse, che ogni anno tiene incollati milioni di italiani davanti alla tv. Ma facciamo un passo indietro. Tutto è stato preceduto dall’anteprima di Pif, davvero acuto nel suoi ritratti sanremesi stile "Il testimone". La gara, invece, è stata aperta da Arisa. Dopo di lei hanno cantato Frankie Hi Nrg, Raphael Gualazzi e The Bloody Beetroots (il più ispirato), Antonella Ruggiero, Perturbazione, Cristiano De André e Giusy Ferreri. Tutti hanno presentato due brani, anche se poi solo uno andrà avanti. Il tutto intervallato dalla comicità di Luciana Littizzetto (la coppia con Fazio ormai funziona perfettamente) e dalle ospitate, con Laetitia Casta, Raffaella Carrà e, come detto, Yusuf Cat Stevens, monumento della canzone d’autore inglese, convertito all’Islam negli anni 70, quando poi abbandonò la carriera discografica. In definitiva uno show ben costruito, che con Fabio Fazio sale di livello rispetto ad altre conduzioni. Ad esempio anche grazie agli omaggi a Enzo Jannacci, Roberto Freak Antoni e Domenico Modugno. La prova della critica è superata. Ora attendiamo il riscontro del pubblico e i dati auditel.