“La discriminazione è una brutta cosa, non pensavo Mauro avrebbe avuto il coraggio di mettersi a nudo” così Grazia di Michele parla di “Io sono una finestra”, brano cofirmato da lei e da Raffaele Pietrangeli, che la vede sul palco dell’Ariston insieme a Mauro Coruzzi, il personaggio che si cela sotto la maschera di Platinette. Un brano delicato e intenso, che si è già aggiudicato il prestigioso Premio Lunezia per il testo. “Purtroppo vediamo intorno a noi tante pressioni sociali e bullismo legati a problemi di identità sociale che non vengono accolti e ascoltati. Il Festival ci sembrava una buona occasione per far sentire meno solo qualcuno che sta compiendo ora un percorso faticoso di scoperta di sé, della propria diversità. Abbiamo la presunzione, forse un po’ tipica dei cantautori, di pensare che la canzone sia un veicolo”.

Un sereno Mauro Coruzzi ha ricordato la sua lunga esperienza nel campo dei media e del giornalismo: “lavorando in questo ambito so che l’accesso ai media per coloro che vivono questi problemi è democratico solo in apparenza. La tv fatica a identificare le persone così, le persone diverse, come persone autonome: c’è sempre una sensazione di pregiudizio, su più di un fronte. La canzone che porto a Sanremo serve a chiarire non tanto chi io sia, ma cosa abbia fatto finora nonostante le porte in faccia”.

Il Festival è pronto per questa canzone? A giudicare dalla prima classifica provvisoria che vede la di Michele e Coruzzi a rischio esclusione, forse no. Eppure il brano ha una sua storia, alimentata dall’amicizia e dalla forte empatia creata tra i due, “abbiamo trovato che avesse senso esporre questo testo alla platea dell’Ariston– aggiunge ancora la di Michele – per di più insieme a Mauro, che ha una capacità e un’attitudine interpretativa forte, e oggi è anche un cantante, una persona sensibile e vocalmente intelligente”. L’acume di Coruzzi si è notato nel commento finale di colui che domani, nella serata dedicata alle cover, tornerà un’esuberante e colorata Platinette per ricordare con simpatia e affetto Giuni Russo. “Questa canzone poteva stare benissimo in un Festival di Fazio – ha commentato Coruzzi a proposito di “Io sono una finestra – in quesdto Festival però sta ancora meglio, perché il contrasto è più forte, la canzone si fa notare”.