50 anni, di cui metà passati a fare musica, e una nuova voglia di ricominciare, per risalire, Marco Masini presenta al pubblico con questo Sanremo un triplo album antologico, “Cronologia” che, dagli anni 90 a oggi, raccoglie le storie della sua vita e carriera. “Un disco che pretende una certa necessità di vivere – dice il cantante – quando si cresce si trasformano paure e timidezze in voglia di esserci, arrivare in fondo, dimostrare a se stessi chi si è”.

Sul palco dell’Ariston Masini è in gara con “Che giorno è”, e subito dopo l’esperienza sanremese partirà, il 19 febbraio, in tour per tutta Italia. Il giorno dopo la sua esibizione ““smettila di smettere”, frase della sua canzone, è già inaspettatamente diventata un hashtag su Twitter: “l’abbiamo scritta istintivamente e con ingenuità – sorrise Masini – non ce lo aspettavamo, ma mi rende molto contento”.

Alla sua settima volta al Festival, Marco Masini non cessa di emozionarsi: “Credo che questo palco abbia una forza incredibile, si vive un secondo di terrore e poi si comincia a prendere confidenza col palco e si ha voglia di spaccarlo”. In una playlist immaginaria dei suoi brani cita “Disperato”, “il più bell’inno di dolore che abbia mai cantato, è una canzone che ha rappresentato gli anni 90 in maniera chiara” e “L’uomo volante”, “il momento in cui ho ritrovato il grande pubblico dopo qualche anno, avevo appena annunciato un ritiro dalle scene, invece poi sono andato avanti, ho creduto fino in fondo alle mie possibilità”.

È un Masini dallo spirito rinnovato quello che gareggia all’Ariston quest’anno, al passo con i tempi, disposto al confronto con nuovi autori e con le nuove generazioni, un po’ meno arrabbiato di ieri e, forse, davvero sereno: “La realtà musicale cambia – aggiunge – e anche chi ha scritto le più grandi pagine della musica italiana rischia di restare indietro, io ho cercato di evitarlo. Credo di essere in un momento di grande riflessione, mi sento felice”.