“cerco virtualmente di abbracciare ognuno di voi – ha esordito un emozionato Giovanni Caccamo in sala stampa dopo la vittoria multipla della sezione giovani e del premio della sala stampa Lucio Dalla – ieri era più semplice parlare a questo microfono, ora è più complesso, Sono lusingato. Dedico il premio a tutte le persone che hanno reso possibile la mia partecipazione al Festival. Grazie a Carlo Conti, Caterina Caselli, Franco Battiato, a tutte le persone che mi hanno manifestato la loro presenza virtuale, la mia famiglia, i giornalisti”.

Dice poi di aver ricevuto stamane una telefonata di un entusiasta Franco Battiato e ora, forte di questo successo, vuole promuovere il suo disco all’insegna dell’autenticità. A Battiato Caccamo rivolge ancora un pensiero parlando del proprio positivo approccio alla musica: “penso che l’artista ogni giorno dovrebbe trovare un momento pe stare con se stesso e ancorato alla realtà, è l’unica cosa che ti garantisce di poter scrivere e mantenere quel filo di seta negli abissi che ti dà la possibilità di cercare cose nuove. Mi auguro di riuscire a fare questo e diffondere al meglio il disco, questo bambino appena nato”.

Ma c’è più di un aereo in fase di decollo per questo giovane artista siciliano, perché Giovanni Caccamo in questo Festival è anche autore delle musiche per il brano di Malika Ayane “Adesso e qui (Nostalgico presente)”. “Scrivere mi stimola – dice – l’incontro con altri artisti e autori è un qualcosa che ti dà quotidianamente linfa. E poi è una bella scommessa immedesimarsi nella vocalità e nel mondo di altri artisti, è quello che ho cercato di fare con Malika”.

E mentre un po’ frastornato si gode i premi e l’affetto della stampa e degli amici, si augura che la sua sia una vittoria dell’autenticità: “il dono più grande che ho ricevuto da Caterina Caselli e Franco Battiato è stato ridare un sorriso a quello che facevo dopo 4 anni in cui ho bussato a tante porte, mi sono messo in discussione andando anche contro i mulini a vento. Loro hanno ridato valore al mio sforzo, in maniera semplice e non invadente, mi hanno dato la possibilità di essere quello che oggi sono”.