La squadra è rodata e funziona, gli ascolti premiano anche la terza serata di un Sanremo da record che, da quel che raccontano i dati e le cifre, sembra piacere in modo particolare ai giovani. con la terza serata più vista dal 1999 a oggi e uno share che non era mai visto, la soddisfazione dei vertici Rai e dei conduttori della 68esima edizione del Festival è grande.

«Il successo testimonia come le promesse fatte siano state mantenute – conferma Angelo Teodoli, direttore di Rai Uno – ovvero l’incrocio e l’intersezione tra cantanti in gara e musica, premesse del Festival di Baglioni. Ne abbiamo visto un assaggio grazie alla professionalità del trio sul palco, dove ognuno dà il proprio contributo, Michelle con la simpatia e i tempi televisivi, Favino con ecletticità e grandi interpretazioni musicali, ma anche ballo e divertiment, come fosse un veterano. Al centro c’è il contributo di Baglioni, che ha saputo mixare i tre elementi complementari costruendo un racconto piacevole e appassionante e completo rispetto ad altre edizioni».

Eccezionali anche i rilevamenti dei target all’ascolto, con un netto prevalere dei profili femminili tra i 15 e i 24 anni, settori che hanno evidenziato i valori più alti degli ultimi 20 anni, un periodo che, con lo sguardo di oggi, sembra ormai preistoria televisiva. Una preistoria che, tuttavia, dà ancora i suoi frutti, dal momento che è proprio l’apparizione di Pippo Baudo durante la seconda serata ad aver registrato uno dei picchi più alti di share.

Un’onda grande, che oltre a coinvolgere la Rai e il suo palinsesto, segna una positiva scelta di progettazione e realizzazione, e un team fortemente coeso e orientato a un unico risultato, quello dell’eccellenza. «La sensazione è quella che il “capitano” abbia preso e trainato la squadra, anche fuori dalla scena infatti tutti cantavano con Gino Paoli, i Negramaro… è stato un momento bello che ricorderò personalmente» ha commentato infatti anche Favino. «Dovremmo prepararci come gli Iron Man quando facciamo queste manifestazioni – ha scherzato una divertita Michelle Hunziker che inizia ad accusare la fatica ma percepisce il positivo ingranaggio della macchina festivaliera – sono tutti contenti quando arriviamo sul palco, orchestra inclusa, quindi cosa aggiungere? Siamo tutti estremamente felici e grati, ieri dietro le quinte sembrata proprio una puntata bomba, con dei momenti stupendi».

«Penso che l’intera manifestazione, come spero e penso si sia visto, aveva l’intenzione di formare un team di lavoro compatto, e includo tutti coloro che hanno lavorato alla costruzione di un festival che fosse un racconto dei percorsi via via intrecciati e scoperti – è stata la dichiarazione di Claudio Baglioni – mi fa piacer perché ritengo che la tv che facciamo sia forse antica, o forse ambiziosa, ma abbia la finalità di riuscire a fissare sull’immaginazione un’idea di buono. Molte volte siamo abituati all’idea che la tv debba ospitare la mediocrità, per tutto quello che è possibile fare io penso invece che la tv, come il teatro, il cinema e l’arte alta o popolare, debbano sempre scremare e setacciare quello di migliore che c’è». E tra questo migliore, probabilmente, c’è anche qualcosa che convince i millennials. Forse, a funzionare come punto di aggancio tra il passato e il contemporaneo, è proprio lo stesso Baglioni, storia della musica italiana e al contempo artista capace di  reinterpretare anche la stessa fruizione televisiva.