“La parola inglese Stalking infatti sta a significare una molestia continuata e persecutoria nei confronti di un altro individuo, generando in esso ansia e paura per la propria incolumità e dei sui cari. Facendo un parallelo con questa definizione si potrebbe dire che noi agricoltori –prosegue la nota stampa-  viviamo quotidianamente in simbiosi, con questa sensazione di paura, paura di perdere i propri raccolti, paura di veder distrutti i preziosi muretti a secco,paura di vedere distrutto in poche notti il lavoro di una vita e tirare un sospiro di sollievo quando le notti passano indenni…
Ad aggravare poi questa situazione, ci pensano la solitudine e l’impotenza che l’agricoltore prova di fronte a questo tipo di problema.
Personalmente auspico per un futuro (a breve termine) che le istituzioni, le quali hanno potere legislativo in materia, sappiano trovare una risposta adeguata a questo tipo di problema. Che vada aldilà del rimborso del 30% dei danni subiti, o all’acquisto di rete per cintare le campagne.
In gioco c’è il futuro di una fetta importante della nostra agricoltura e del nostro territorio! È aprendo gli spazi che il mondo si evolve, non chiudendosi all’interno di recinti come panda dello zoo!”.