Corso Mombello

Territorio

Le grandi aiuole di corso Mombello, ricche di splendide presenze botaniche, sono il risultato di un altro intervento urbanistico di grande importanza per lo sviluppo della città turistica. Il primo…

Le grandi aiuole di corso Mombello, ricche di splendide presenze botaniche, sono il risultato di un altro intervento urbanistico di grande importanza per lo sviluppo della città turistica. Il primo abbozzo dell’impianto stradale si ha con il piano urbanistico di Innocenzo Bonfante, nel 1858, quando era stata previsto un collegamento tra la nuova via Vittorio Emanuele (ora corso Matteotti) ed il passeggio sul mare, verso il forte di Santa Tecla, coprendo il corso del torrente San Romolo, in modo tale da collegare in modo elegante e comodo il centro storico al porto ed alla linea di costa. Tale progettazione viene però posta in essere solo attorno al 1880. Del resto, si rendeva necessaria la copertura del torrente ed una serie di espropri per poter disporre dei terreni necessari. Il nuovo collegamento viabilistico prende quindi il nome dal re Umberto I e su di esso si affacciano ben presto imponenti palazzi dell’alta borghesia cittadina. Le eleganti facciate presentano i loro particolari decorativi architettonici un po’ alla volta, tra le fronde delle piante esotiche collocate nelle grandi aiuole. Queste ultime sono arricchite anche da alcuni monumenti di rilievo. Notevolissime sono le presenze botaniche, con una collezione di palme eccezionali, come le Erithea armata che fanno discendere le aeree infiorescenze verso la strada. Un’indagine condotta sui periodici sanremesi dell’epoca di costruzione del corso ha rivelato comunque un particolare curioso: nel 1888 sul Pensiero di Sanremo prende corpo una polemica contro le grandi aiuole del corso Umberto definite macchie di verdura che da provvisorie sono diventate definitive, deprezzando così importanti palazzi ed i negozi che vi si trovano, rendendo difficoltoso il passaggio delle carrozze e facilitando stercorarie imprese e notturni incruenti sacrifizi a Venere Pandemia. E chi voleva capire, capiva…

Bibliografia

  • M.BARTOLETTI – N.PAZZINI PAGLIERI, San Remo, Genova, 1995, pp.53, 61, 160.
  • Il Pensiero di Sanremo, I, 4, 25.III.1888.
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