Conta meno di duemila abitanti Dolceacqua, il piccolo villaggio sulle colline dell’entroterra di Camporosso, in provincia di Imperia. Dolceacqua è un tipico borgo medievale della Val Nervia, lungo l’omonimo torrente. La parte più antica, ai piedi del Monte Rebuffao, è dominata dal Castello dei Doria e chiamata dagli abitanti ‘Terra’. Quella più moderna, chiamata ‘Borgo’, si sviluppa sulla riva opposta, ai lati della strada che sale la valle.

Da qualche anno Dolceacqua è stata insignita della Bandiera arancione, un prestigioso marchio di qualità turistico e ambientale assegnato dal Touring Club Italiano. Claude Monet che visitò il borgo per ben due volte – una in compagnia di Auguste Renoir – definì il ponte medievale un ‘gioiello di leggerezza’, un capolavoro di armonia e di eleganza di forme, formato di un solo arco a tutto sesto di circa 32 metri risalente al 1400 o poco dopo. Il Comune di Dolceacqua ha collocato, nel luogo esatto in cui l’artista posizionò il suo cavalletto, due pannelli con la riproduzione di due quadri di Claude Monet in cui furono raffigurati il ponte e il castello.

Con i ruderi e il torrione centrale testimonia la tenacia dei suoi abitanti, il Castello dei Doria domina il borgo dall’alto e regala una vista mozzafiato della vallata. Il castello subì diverse trasformazioni. Il primitivo impianto feudale, difeso alla fine del Duecento dalla torre circolare, venne ingrandito ed incluso nel XIV secolo in una cinta muraria più ampia. Alla fine dell’età rinascimentale il castrum diventò una grandiosa residenza signorile fortificata, con imponenti apparati difensivi. Dopo aver resistito a numerosi assedi , non poté tuttavia opporsi alle artiglierie pesanti franco-ispane, che lo distrussero parzialmente il 27 luglio 1744 durante un episodio della guerra di successione austriaca. Non più abitato dalla famiglia dei marchesi Doria, che si trasferì nel cinquecentesco palazzo adiacente la chiesa parrocchiale, subì gli ultimi oltraggi dal terremoto del 1887. Il fortino, dove si eseguivano le pene capitali, segnava il confine tra la Liguria e il Piemonte.

Molto caratteristici, seppure danneggiati durante la Seconda Guerra Mondiale, i’carugi meritano un’attenta visita. Durante i fine settimana e d’estate sono frequentati da tanti turisti che passeggiano su e giù per i carugi. 

Benché il borgo medievale sia piuttosto piccolo, sono numerosi gli edifici religiosi da visitare. La Chiesa di San Bernardino è famosa per i suoi affreschi medievali. La Chiesa di Sant’Agostino, che risale al 1600, è famosa per alcune antiche statue. La Collegiata è ricca di opere d’arte. L’oratorio di San Giovanni Battista è una pinacoteca piena di quadri. La Chiesa di San Dalmazzo, che si trova dove un tempo esisteva una fortezza, regala un belvedere panoramico che vale la pena raggiungere, anche se dopo aver scalato parecchi gradini.Le curiosità di DolceacquaI portali delle abitazioni del centro storico, lavorati in pietra nera locale, sono tanti e vari. Ce ne sono di tipo religioso, nobile o allegorico. Gli stemmi di origine napoleonica conservano tutt’ora il loro fascino. Andate a cercarli, ne vale la pena. Inoltre, camminate alla ricerca di via Dietro la Colla dove troverete un casolare dall’aspetto sinistro: secondo la leggenda qui si davano appuntamento le streghe per le loro opere malefiche.