È conosciuto come “U paise di balui”, si tratta di Bellissimi, piccolo borgo frazione di Dolcedo, immerso tra gli uliveti della Val Prino. Ogni prima domenica di settembre proprio qui si svolge la festa della Madonna della Misericordia, meglio nota come festa delle mongolfiere di carta, durante la quale vengono lanciate in aria le colorate e sognanti costruzioni di carta a cura di Renzo Orengo, Francesco Bracco e giovani del paese.

Anche ieri, tre settembre, l’appuntamento è tornato, tra affluenza di pubblico e sguardi meravigliati dei piccoli e non solo rivolti al cielo, dove hanno preso vita le colorate e magiche creature di carta, da sempre simbolo di sogni, fantasia e leggerezza di spirito. Narra la leggenda che nel giugno 1790 Jacques Etienne Montgolfier giunse a Dolcedo con la scimmia Elio fuggendo dai moti rivoluzionari della Francia, suo paese natale. Appassionato di voli aerostatici, incontrò a Oneglia il canonico Languasco, anch’egli interessato all’argomento, e proprio da Bellissimi si fermò ad ammirare il panorama sognando di voli fantastici.

L’antica tradizione di Bellissimi vive oggi grazie alla tenacia e alla passione con cui l’associazione Amici di Bellissimi difende e promuove il borgo supportando iniziative come la festa dei “balui”, ma anche lavorando per la valorizzazione di Bellissimi attraverso reti come “I luoghi del cuore” del Fai, Fondo per l’ambiente italiano. È recente il successo dell’iniziativa congiunta che ha portato a un contributo erogato tra Fai e Intesa San Paolo utilizzato per la valorizzazione del borgo: con l’inserimento nella rete dei “luoghi del cuore” Bellissimi ha potuto progettare un laboratorio sulla storia e la tecnica delle mongolfiere, ma anche una mappa dei murales che decorano il borgo narrando leggerezza, colore e magia dei palloni volanti.

Sulla strada per Lecchiore e Valloria, paese delle porte dipinte, Bellissimi si inserisce in un percorso di storia, arte e riscoperta che lega la Val Prino, come testimonia il progetto che lega il borgo e la vicina Valloria in una passeggiata segnalata tra i sentieri degli ulivi. Un circuito non solo naturalistico, immerso tra il verde-argento delle distese di uliveti e di macchia mediterranea, ma di cultura, che lega e promuove la ricorrenza delle mongolfiere e, soprattutto, una vallata intera con le sue radicate comunità, oggi sempre più caratterizzate dalla presenza di stranieri arrivati in Liguria per turismo e innamorati di questi luoghi tanto da non lasciarli più.