Tale determinazione è conseguente ad un incontro tecnico svolto a settembre presso i Giardini Botanici Hanbury alla presenza dei rappresentanti dei Parchi ed Enti potenzialmente interessati. In quella sede i Direttori dei due Parchi “gemelli” italo-francesi, Alpi Marittime e Mercantour, avevano illustrato la proposta, da tempo in costruzione, e riferito in ordine alla fattibilità dell’iniziativa sotto il profilo tecnico- scientifico evidenziata nel rapporto finale di un workshop tenutosi a Valdieri lo scorso luglio tra esperti scientifici internazionali del Gruppo di Lavoro della Conferenza delle Alpi.

Il Gruppo di esperti aveva infatti evidenziato come la parte più meridionale del complesso alpino, che va dalle Alpi Marittime sino al mare in corrispondenza del promontorio La Mortola- Balzi Rossi,  ben corrisponda ai criteri di ammissibilità Unesco  n° 8 (eccezionalità sotto il profilo geologico) e n° 9 e 10 (eccezionalità sotto il profilo  biologico –  botanico /faunistico).

Gli esiti delle valutazioni scientifiche hanno posto l’accento sulla ricchezza del patrimonio naturale e della eccezionalità che deriva dalla presenza e visibilità, in uno spazio geografico molto ristretto, di tutte le componenti dell’orogenesi alpina. In sostanza la storia della nascita delle Alpi può qui essere vista e raccontata, come in un libro aperto, attraverso la visita al territorio.  

La storia di una catena montuosa ha sempre origine, per contrapposizione, da un fondale oceanico, il luogo  dove si accumulano i sedimenti che, erosi dalle terre emerse, vengono portati giù sino agli abissi marini. Quando le spinte orogenetiche (cioè il meccanismo di formazione delle montagne) hanno inizio, questi sedimenti, compattati in rocce, cominciano la risalita insieme a nuove rocce originatesi per la fuoriscita del magma interno della terra. Dopo varie vicissitudini,  che si perpetuano nelle ere geologiche, raggiungono quote sommitali e formano quelle che noi comunemente chiamiamo montagne.

Il Monte Saccarello, che con i  suoi 2.200 metri di altezza regna sulla catena delle Alpi Liguri, è un emblema di tali fenomeni. E’ infatti formato da particolari rocce sedimentarie simili a quelle che ancor oggi si depositano e si consolidano nelle piane abissali oceaniche, oltre i 3.000 m di profondità, e che un domani molto lontano potranno ergersi a costituire la cima di nuove catene montuose.

Dal Saccarello alla Mortola si alternano litologie e ambienti che, grazie anche al particolarissimo fenomeno geologico del distacco di una parte del complesso delle Alpi che è andato a formare l’isola della Corsica, hanno acquisito un’estrema articolazione e una singolare concentrazione di biodiversità vegetale e animale, riconosciuta a livello mondiale.

Ad arricchire il patrimonio di questa zona è arrivato poi l’uomo preistorico, che proprio nelle grotte dei Balzi Rossi ha lasciato tracce tangibili della sua attiva presenza a cavallo delle glaciazioni.

L’auspicabile inserimento delle Alpi Marittime Liguri nella lista dei siti Unesco quale Patrimonio dell’Umanità – dice l’Assessore Paolo Leuzzi che ha promosso l’adesione al progetto della Provincia di Imperia-  è un’opportunità eccezionale per poter mettere in valore aspetti di pregio naturalistico singolare che il nostro territorio provinciale ha, sino ad oggi non valorizzati come meritano. L’inclusione della zona di Capo Mortola- Balzi Rossi nella proposta per il riconoscimento UNESCO è un’ottima prospettiva per far emergere anche altri aspetti della storia della Terra e mettere in rete tutte le testimonianze di insediamenti paleolitici presenti nei dintorni, sia lato Francia che Italia. Insieme con gli eccezionali valori geologici e biologici si viene così a creare un unicum di motivazioni per portare i turisti a visitare e conoscere il nostro territorio