L’agosto 2017 ha visto accendersi per il secondo anno i riflettori sulla Mansio Romana, il sito archeologico “della Rovere”, a San Bartolomeo al Mare, un’area pluristratificata risalente all’Età del Bronzo, circa tremilacinquecento anni fa. L’apertura del sito non ha solo segnato la fase finale degli interventi previsti, ma ha dato spazio a un paio di appuntamenti con “il giovedì dell’archeologo”, visite guidate a tema romano svolte con l’aiuto di ricercatori e studenti. Ed è stato proprio il successo di questa iniziativa a spingere il sindaco di San Bartolomeo, Valerio Urso, a immaginare un futuro per questo importante sito: “lavoreremo per fare in modo che la Mansio Romana diventi il polo culturale di San Bartolomeo al Mare – ha detto il primo cittadino – un museo a cielo aperto, visitabile tutto l’anno, collegato alla pista ciclabile, per consentire una fruizione completa al maggior numero possibile di persone di questa area che, come dicono gli esperti, è archeologicamente interessantissima".

Soddisfatti dei risultati emersi dai lavori dell’ultimo biennio anche il Soprintendente Archeologico, Luigi Gambaro, insieme alle responsabili dell’Associazione Etruria Nova, Elena Santoro e Lara Marelli, nonché Silvia Pallecchi, dell’Università di Genova. “Gli interventi del 2016 e 2017 – conferma Gambaro – ci hanno permesso di ripulire e riclassificare l’area, che fu oggetto di scavi 35-40 anni fa. Dopo questi due anni di attività, il Comune potrà ora chiedere l’autorizzazione per nuovi scavi, che permetteranno di evidenziare e rendere disponibili ulteriori informazioni. Il sito è sicuramente molto interessante e potrà diventare, anche in virtù della sua posizione, estremamente attrattivo”

Presenti ai “Giovedì dell’archeologo” numerosi studenti universitari, impegnati nella rappresentazione della realtà come in epoca romana, con tanto di accessori e abiti in stile per illustrare tutte le caratteristiche della popolazione della Mansio Romana, tra cui incontrare idealmente Marco il legionario, Mario il messaggero, Decio e Crispo i mercanti, Vetuzia la proprietaria, le sorelle Manlia e Ottavia ai giochi.