"C’era una volta il paradiso della Mortola”. E’ proprio il caso di dirlo. Usare il tempo imperfetto è d’obbligo vista la situazione di degrado e sporcizia in uno dei sentieri che porta nella spiaggia più affascinante della Riviera e che per conformazione naturale e paesaggio assomiglia davvero ad un paradiso. Ormai perduto.

Si sta parlando del sentiero che conduce alla caletta dopo la prima galleria, subito sotto la punta del cannone e che si raggiunge attraversando il ponte sulla ferrovia. Lattine, carte di ogni genere, erba incolta sono gli elementi che portano al litorale. Quello stesso litorale che alla sua estremità vanta uno dei ristoranti più rinomati della zona. Dunque?
Il posto visto da lontano è sempre uno dei più belli della Liguria. Una foresta di pini marittimi scende fino ad adombrare un’acqua che assomiglia a quella della Corsica o dell’isola d’Elba. Perché le spiagge della Mortola e della Baia di Latte non hanno niente di meno. Devono soltanto essere più valorizzate e custodite. Così come la strada che conduce al mare. Da lontano, basta lasciare la strada asfaltata e si discende in una discarica a cielo aperto. Attraversato il ponte la pineta è in condizioni migliori ma popolata di ambigui personaggi che si possono incrociare fermi sul sentiero o che spuntano da dietro un cespuglio e guardano in silenzio. Il mare che era un cristallo azzurro, pullula di motoscafi e barche a motore. Qualche giorno fa è stato effettuato un servizio di controllo straordinario contro il degrado del litorale. Il sopralluogo voluto dal commissario straordinario del Comune di Ventimiglia Giovanni Bruno, è scattato all’improvviso e la prima tappa è stata il “muro di Latte”. Al blitz interforze, proseguito nella zona di Mortola inferiore, baia nota per essere frequentata da nudisti, hanno preso parte Guardia di Finanza, Guardia costiera, polizia, carabinieri, vigili urbani, funzionari della Sovrintendenza e alcuni tecnici del Comune. Il controllo è successivamente proseguito alla baia dei Balzi Rossi. Sono stati perlustrati tutti i sentieri e le calette che conducono al mare visionando le aree maggiormente degradate. Ripulire il nostro magico litorale, dunque, è un’azione indispensabile per restituirgli la naturale bellezza. Ma non tutti sono pronti a compiere una simile impresa. Per le missioni impossibili, soprattutto in prossimità della spiaggia delle Calandre, spesso ci pensa la giovane associazione Lasciadire, capitanata da Bruno Sciolli. Giovani volontari più volte all’anno cercano di restituire, a titolo completamente gratuito, un volto dignitoso ai principali sentieri che conducono al mare, in particolare quello delle Calandre, molto spesso trascurato e lasciato sporco in più parti. Ma di certo non possono essere sempre presenti. E che dire della stradina che conduce alla Baia di Latte? E’ vero che si tratta di spiagge poco frequentate e raggiungibili soprattutto dal mare, ma questo non toglie che per motivi di igiene e sicurezza sia necessario intervenire con più frequenza. Almeno per bonificare e disinfettare l’area e lasciare un biglietto da visita decente a chi frequenta la zona.

Andando verso la Francia è in pessimo stato anche la piccola strada che conduce ai Balzi Rossi. Con molta probabilità si tratta di recentissime disattenzioni di turisti. Bisognerebbe monitorare la zona con più cura. La fiducia è l’ultima a morire.

Oltrepassando e raggiungendo Mentone la situazione cambia. Forse più attenzione e cura da parte dei francesi.