A chi si dovesse trovare in vacanza nel Principato di Monaco durante il periodo natalizio e volesse approfittarne per scoprire un’antica abitudine monegasca, il consiglio è di entrare in una panetteria e chiedere il ‘Pan de Natale’.

Di cosa si tratta?

Lo abbiamo chiesto al Segretario Generale del Comitato Nazionale delle Tradizioni monegasche, Michel Coppo che, affiancato dal Presidente Alain Sangiorgio,  abbiamo incontrato nella sede del Museo della Vecchia Monaco, sulla Rocca. Ad accoglierci uno scrigno ricco di oggetti e documenti antichi, aperto gratuitamente al pubblico per 3 giorni alla settimana, da giugno a settembre: oltre 5.400 visitatori registrati solo quest’anno.

“U Pan de Natale,  con Santa Devota, è una delle tradizione più antiche e viene tramandata da generazioni dalle principali famiglie monegasche, grazie appunto all’impegno del nostro Comitato che, proprio nel 2014, ha festeggiato i 90 anni dalla nascita – racconta Michel Coppo a Sanremo.it. – Da quattro anni, il successo dell’iniziativa è da imputare alla disponibilità delle tre principali panetterie di Monaco (Costa, Epi d’or e Mullot) e di un grosso centro commerciale, che, a partire dal 22 dicembre, elaborano per noi questa ‘pagnottina’ per offrirla in cambio di una donazione che viene destinata a tre associazioni caritatevoli".

Il Pan de Natale è realizzato secondo le indicazioni fornite da Lazare Sauvaigo: è rotondo, decorato con gherigli di noci disposti a forma di croce latina su cui è appoggiato un ramoscello d’olivo, come descritto nella ricetta in monegasco, qui riportata.

Per tutti coloro che da generazioni non mancano di fornirsi della loro forma composta da farina di frumento, acqua e lievito, il momento più suggestivo e atteso è la sua benedizione. Questa, di solito, avviene alla fine della Messa di Natale, celebrata la notte del 24 dicembre nella Cattedrale, alla presenza dell’Arcivescovo che con il vino consacrato officia il rito di buon auspicio. Il giorno successivo il Pan de Natale, tagliato in tranci, viene offerto agli ospiti in segno di benvenuto o semplicemente consumato durante il pranzo ma solo dopo che il più anziano della famiglia ha pronunciato a voce bassa la formula "che il male se ne vada e che il bene arrivi". A questo punto, non resta che estendere lo stesso augurio a tutti i lettori di Sanremo.it.