E’ iniziata Lunedì scorso l’undicesima campagna di scavi organizzata dall’Istituto di Studi Liguri previa concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, rappresentato localmente dal Dottor Gambaro della Sovrintendenza ai Beni Archeologici della Liguria, finalizzata alla riscoperta delle mura che sul versante settentrionale cingevano l’antica Albium Intemelium, cioè l’importante municipio romano posto a guardia del confine con le Gallie. Dalla città romana, costruita in fregio al torrente Nervia nell’attuale periferia orientale della città di confine ebbe, poi, nell’alto medioevo, ma questa volta sul colle che dominava la foce dell’altro fiume cittadino e cioè il Roja, origine l’odierna Ventimiglia. Con questa campagna di scavi, quindi, si può dire che il grosso centro sito al confine tra Italia e Francia intenda riscoprire per intero la sua storia antica. Si sa che sul versante settentrionale dell’antica Albium Intemelium, castrum romano perfettamente squadrato, sorgeva nelle mura una munita porta da cui usciva un’importante strada che conduceva nel contado della Val Nervia dove gli ingegneri romani captarono le acque che dissetarono la città intemelia. La strada per la Val Nervia, molto probabilmente, collegava pure la città con le opere murarie dell’acquedotto che traeva origine in Val Seborrina, una tributaria di quest’ultima, sulle alture comprese tra i paesi di Camporosso e Dolceacqua. Appena fuori dalle mura, poi, doveva sorgere una necropoli con tombe " a  cappuccina" in laterizi di forma squadrata ed in cassa litica. L’obiettivo dell’attuale campagna di scavi, infatti, è quello di riportare alla luce sia la necropoli che il lato settentrionale delle mura urbiche con la porta aggettante verso settentrione. Lo sforzo sarà compiuto da molti giovani studenti d’archeologia provenienti dalle Università di Firenze, Genova, Parma, Salerno e Pisa coordinati dalla Dottoressa Gandolfi Daniela, da Lorenzo Ansaldo, ricercatore dell’Istituto di Studi Liguri e dalla Dottoressa Viviana Pettirossi dell’Università di Roma Tor Vergata.     

Sergio Bagnoli