Villa Ormond

Territorio

Il parco Ormond è forse, dopo i giardini Hanbury, il più entusiasmante spazio botanico di accesso pubblico, anche in ragione della sua ampiezza, dello stato di mantenimento, davvero invidiabile, nonché della relativa centralità della collocazione. Si tratta di un’area verde dalla storia molto antica. Nella zona a Levante di San Remo già durante il XVII e il XVIII secolo alcune famiglie sanremesi sceglievano questa zona per impiantare le loro residenze di campagna, circondate da coltivazioni e giardini. Era il caso dei Rambaldi, i quali possedevano una piccola villa attorniata da agrumeti, oliveti e palmeti, ben definiti nel catasto del 1812. Erano, ovviamente, Phoenix dactylifera. Tra 1874 e 1882 la proprietà venne ceduta dai Rambaldi agli Ormond, che migliorarono subito gli accessi carrozzabili. Michel Louis Ormond (1828-1901) era un commerciante di tabacco, svizzero e sposato ad una francese, Marie Marguerite Renet (1824-1925), donna di salute apparentemente cagionevole, cosa che favorì il trasferimento a San Remo. In seguito al terremoto del 1887 si costruì una nuova villa, terminata nel 1889, progettata dallo svizzero Emile Réverdin, architetto di scuola parigina. Lo sviluppo dell’immobile è giocato sulla linea orizzontale, con ampie aperture sia per le finestre sia per le logge d’angolo, su di un sistema decorativo sobrio e classico. Dalle finestre delle stanze è possibile godere immediatamente di squarci prospettici entusiasmanti. La coppia padrona di casa aveva, secondo l’uso della buona società del tempo, camere separate: ma sicuramente si ritrovavano per lo spettacolo di albe e tramonti sull’ampio terrazzo. Il grande parco è interrotto dalla via Aurelia e dalla ferrovia, operativa dal 1872. La gestione progettuale dello spazio verde fu definita in base agli schemi tipici del gusto ambientale francese del secondo Ottocento, con la sostituzione dei terrazzamenti liguri e l’affiancamento di piante esotiche accanto all’oliveto. La viabilità ottenuta, soprattutto quella carrozzabile, doveva essere comoda e ricca di variazioni prospettiche per il visitatore. In definitiva venne creato un andamento a “stanze” con ambienti vegetali molto caratterizzati: palmeto, area dei cedri, antico oliveto, sequenza di ficus e grandioso panorama centrale ispirato al tema del giardino all’italiana. Vi sono innumerevoli elementi di attrazione: essenze esotiche (“ficus”, “magnolie”, “palme”) con area delle succulente, raccolta di rose antiche, salvie e acaciacee; per ultima appare la realizzazione del giardino giapponese, in virtù del gemellaggio di San Remo con la cittadina giapponese di Atami: uno spazio quasi filosofico, ricco di Tuje e piante nane, tra cui il ciliegio simbolo dell’area nipponica. Recentemente è stata presentata l’iniziativa del “palmetum”, raccolta del maggior numero di esemplari possibili di palme che possano acclimatarsi a San Remo. Sono stati numerosi gli ospiti illustri: i principi di Prussia, come il Duca d’Aosta o la celebre principessa Elisabetta d’Austria. Dopo la morte di Marie Marguerite nel 1925, la proprietà è stata acquisita dal Comune di San Remo nel 1928. È allora che la parte posteriore della villa viene trasformata in prestigioso “giardino d’inverno”, sede per manifestazioni e premiazioni. Successivamente la villa viene adattata a tribunale cittadino.

Bibliografia:

  • M.BARTOLETTI – N.PAZZINI PAGLIERI, San Remo, Genova, 1995, pp.62 e 156.
  • E.DURETTO – M.MIGLIORINI – M.T.VERDA, San Remo tra due secoli, Genova, 1986, pp.98, 99, 102, 224.
  • G.ZOCCAI, La famiglia Ormond. Il Parco, la Villa dal 1875 a San Remo, San Remo, 1998.
  • Museo Pinacoteca Civica di San Remo, cartografia della città di San Remo di Alessandro Cantù, 1874.
  • Collezioni privata, cartografia della città di San Remo di Alessandro Cantù, 1882.
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